Ruby Bis, motivazioni: Prostituzione a Arcore. Berlusconi comprò silenzio Ruby

di Redazione Blitz
Pubblicato il 9 febbraio 2015 14:44 | Ultimo aggiornamento: 9 febbraio 2015 16:36
Ruby Bis, motivazioni: "Prove univoche su prostituzione ad Arcore"

Ruby Bis, motivazioni: “Prove univoche su prostituzione ad Arcore” (foto LaPresse)

MILANO – Prove univoche. Ad Arcore c’erano rapporti sessuali a pagamento, ovvero prostituzione. Arrivano le motivazioni del processo d’Appello per il caso Ruby ‘bis’ concluso con una serie di condanne lievemente più basse rispetto al primo grado. E “inequivoco e incontestato” per i giudici, che” Ruby “ricevesse soldi da Berlusconi, prima in corrispettivo delle prestazioni ottenute, poi per comperare il suo silenzio”.

Berlusconi, nel processo Ruby Bis non è però imputato. La sua posizione è stata al centro del processo principale dove Berlusconi è stato assolto sia dal’accusa di prostituzione minorile sia da quella di concussione dopo una condanna in primo grado.

Secondo i giudici, in particolare, c’è “una confluenza di elementi di prova (..) assolutamente compatti e di univoco significato” sul “carattere remunerativo delle prestazioni, che in vario modo le ospiti” ad Arcore “offrivano a Berlusconi, e della natura di tali prestazioni”.

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Sempre secondo i giudici “il linguaggio, talora sboccato e disinibito, sintomatico di uno stile di vita spregiudicato e disinvolto” da parte delle ospiti ad Arcore “non lascia spazio a dubbi di sorta: la partecipazione alle serate, con tutto ciò che comportava al fine di divertire e sollecitare l’eccitazione sessuale del padrone di casa” e cioè Berlusconi, “erano il ‘servizio’ reso per conseguire denaro e altre utilità, e che solo a queste condizioni e a questo scopo veniva reso”.

Le condanne in Appello. Sei anni e un mese a Lele Mora, quattro anni e dieci mesi per Emilio Fede, tre anni per Nicole Minetti. Condanne confermate in appello ma pene ridotte per tutti gli imputati al processo a Milano per il caso Ruby bis. In primo grado l’ex direttore del Tg4 Emilio Fede era stato condannato a sette anni, a cinque Nicole Minetti. Lele Mora invece era stato condannato a sette anni per la sola vicenda Ruby. In appello la condanna per Lele Mora è stata ridotta a sei anni e un mese, la pena però comprende anche il fallimento della lm management.