Ruby, Marina Ripa di Meana: “Il corteo del 13 è solo una roba da snob”

Pubblicato il 10 Febbraio 2011 12:16 | Ultimo aggiornamento: 10 Febbraio 2011 23:35

Marina Ripa di Meana

ROMA – ”Care amiche, pensateci su prima di sciupare una bella domenica con falsi obiettivi” e ”resettate il vostro radar femminista”. Si conclude così la lettera aperta di Marina Ripa di Meana, pubblicata sul Foglio e integralmente anche sul Giornale, rivolta alla figlia Lucrezia Lante della Rovere che, come altre personalità dello spettacolo, si è spesa a favore della manifestazione ‘Se non ora, quando’ del 13 febbraio.

”In Italia, come a Washington, a Mosca e a Parigi – scrive Ripa di Meana – è risorto in modo compulsivo l’instabile libido maschile e adulta alle prese con il travolgente risucchio delle giovani donne, in corsa per riuscire nella vita”. ”Io – afferma – domenica sarò stretta alle mie sorelle, oggi escort, ai miei tempi mignotte”.

”Non sei stata tu, mia cara figlia, tre anni fa a leggere al pubblico che gremiva l’Argentina ‘I monologhi della vagina’ di Eve Ensler”, solo ”più tardi quel testo fu trasformato, dalla ispirazione panerotica, in testo strumentale di denuncia della violenza sulle donne”. ”Non credi che siano questi i temi veri – aggiunge – i pericoli concreti, soprattutto attraverso le esclusioni delle donne, le mutilazioni della loro sessualità, della loro libertà creativa e fisica, in particolare da parte dell’islam, che incombono su questo nostro continente?”.

“Non credi che siano queste, e non altre per noi in Italia, le motivazioni prioritarie, le nostre urgenze da esprimersi e organizzare su questi temi, le nostre uscite pubbliche, e non invece riecheggiare, da parte vostra, le intemerate dei partiti contro le escort, le mignotte, le prostitute, le donne che, da che mondo e’ mondo, sono sempre esistite, hanno sempre cercato di emergere da una condizione solo primaria, fisica, per salire alla poesia, alle grandi opere letterarie, alla pittura, eccetera?”.