Ryanair a Bari, Repubblica: “30 milioni senza gara, fondi Ue per falsa pubblicità”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 24 febbraio 2015 14:54 | Ultimo aggiornamento: 24 febbraio 2015 14:55
Ryanair a Bari, Repubblica: "30 milioni senza gara, fondi Ue per falsa pubblicità"

Ryanair a Bari, Repubblica: “30 milioni senza gara, fondi Ue per falsa pubblicità”

BARI – Finanziamenti per 30 milioni di euro a Ryanar di fondi europei per il turismo (erogati dalla Regione Puglia per il tramite di Aeroporti di Puglia) sono al centro di un’inchiesta della Procura di Bari da oltre un anno.

Lo scrive Repubblica nell’edizione barese. Le indagini, coordinate dal pm Luciana Silvestris e affidate al nucleo di polizia tributaria barese delle Fiamme gialle, ipotizzano i reati di truffa e abuso di ufficio.

I fondi europei, a quanto riporta il quotidiano, in base a un accordo del 2009, transiterebbero attraverso Aeroporti di Puglia nelle casse di una società di Ryanair, come fosse pubblicità, e rientrerebbero alla società aeroportuale come pagamento dei servizi aeroportuali. Di che pubblicità si tratta? Ne parlano Gabriella De Matteis e Giuliano Foschini su Repubblica:

Dopo le prime verifiche (i magistrati, ndr) accertano come l’allora amministratore unico di Aeroporti, Domenico Di Paola, abbia sottoscritto nel settembre del 2009 un contratto di marketing, finalizzato alla promozione turistica della Puglia, con la società irlandese “Airport Marketing services limited” (Ams), unica licenziataria sul sito web di Ryanair.

La durata del contratto è di cinque anni. Al 31 dicembre del 2012 la Ams ha fatturato alla regione poco più di trenta milioni di euro. Innanzitutto i trenta milioni (che diventano quasi cinquanta se si tiene conto della data di scadenza del primo contratto) non sono di Aeroporti. Ma arrivano dalla Regione, principalmente dai Fesr, i fondi europeiche sulla carta dovrebbero servire per la promozione turistica.

Per questo il contratto viene firmato con Ams, la società di pubblicità di Ryanair che almeno sulla carta avrebbe dovuto inserire dei banner pubblicitari all’interno del sito Internet della compagnia. Non è dato sapere se i banner sono mai apparsi ma non serve certo un’inchiesta giudiziaria per accertare che il motivo del finanziamento, un finanziamento così cospicuo poi, non poteva essere la pubblicità sul sito. Ma garantirsi, come effettivamente è stato, che Bari diventasse un hub di Ryan sia per i voli in incoming che per quelli in uscita.