Ryanair lascia a terra 16enne malata di cancro: “Siete in ritardo, il prossimo volo è tra 2 giorni”

di Daniela Lauria
Pubblicato il 25 marzo 2019 17:56 | Ultimo aggiornamento: 25 marzo 2019 18:40
Ryanair lascia a terra 16enne malata di cancro: "Siete in ritardo, il prossimo volo è tra 2 giorni"

Ryanair lascia a terra 16enne malata di cancro: “Siete in ritardo, il prossimo volo è tra 2 giorni”

CAGLIARI – Voleva tornare al più presto a casa, in Sardegna, dopo l’ennesima seduta di chemioterapia. Ma per una ragazzina di 16 anni, malata di cancro, il rientro prima ad Alghero e poi fino al paesino in cui vive, in provincia di Oristano, si è trasformato in una odissea: gli steward Ryanair in servizio all’aeroporto Marconi di Bologna, le hanno detto che l’imbarco era già chiuso e che la prossima partenza utile sarebbe stata due giorni dopo. L’hanno così lasciata a terra costringendola a cambiare aeroporto e compagnia aerea per ripartire.

A raccontarlo alla Nuova Sardegna è lo zio della ragazza. L’incredibile episodio risale allo scorso lunedì, 18 marzo. La minorenne e la sua famiglia hanno raggiunto lo scalo bolognese alle 5.45 del mattino per prendere il volo diretto ad Alghero in partenza alle 6.30. “Al momento della prenotazione, avevamo chiesto l’assistenza all’imbarco e ci siamo messi in fila per il check-in e la consegna bagagli – spiega lo zio – Alle 6.10 siamo arrivati davanti all’operatrice che ci ha detto che l’imbarco bagagli era già chiuso e non poteva fare più nulla per noi. Dopo una discussione ci ha detto di rivolgerci a un altro sportello”.

La richiesta di assistenza all’imbarco prevede infatti l’arrivo dei passeggeri in aeroporto circa un’ora e quaranta minuti prima della partenza e forse per questa ragione non è stato consentito alla ragazza di salire a bordo. “Dopo un’altra fila, abbiamo parlato con il secondo operatore, spiegando le nostre difficoltà, ma alla fine – racconta sempre lo zio – ci ha detto che saremmo dovuti rimare a Bologna fino a mercoledì prossimo, giorno del primo volo utile per tornare ad Alghero”.

La famiglia non ci sta e tenta comunque di imbarcarsi: arrivano al gate, ma le porte sono già chiuse, mentre dal vetro si vedono gli ultimi passeggeri salire a bordo. Supplicano ancora gli addetti, ma si scontrano con un muro di no. E così la ragazzina e i parenti sono costretti a prendere un treno per Roma, spostarsi a Fiumicino e salire sul primo volo Blu Air diretto ad Alghero.

“Io credo che in alcune situazioni l’umanità e la sensibilità debbano prevalere su tutto”, commenta lo zio, che comunque ammette l’errore, quello di essere arrivati in ritardo in aeroporto. “Per questo – sottolinea – avevamo deciso di rinunciare all’assistenza al passeggero. Perché allora non ci hanno fatto salire?

Fonte: La Nuova Sardegna