Sabrina Beccalli, l’accusa: “Uccisa per aver detto no alle avances di Alessandro Pasini”

di redazione Blitz
Pubblicato il 23 Agosto 2020 10:51 | Ultimo aggiornamento: 23 Agosto 2020 10:51
Sabrina Beccalli, l'accusa: "Uccisa per aver detto no alle avances di Alessandro Pasini"

Sabrina Beccalli, l’accusa: “Uccisa per aver detto no alle avances di Alessandro Pasini” (Foto Ansa)

Sabrina Beccalli, ipotesi dell’accusa: uccisa per un no alle avances

Sabrina Beccalli, la giovane donna scomparsa a Ferragosto da Crema (Cremona), potrebbe essere stata uccisa per aver detto no alle avances di un suo amico, Alessandro Pasini. E’ questa l’ipotesi su cui stanno lavorando gli inquirenti. 

L’ultima traccia di Sabrina Beccalli è un messaggio a un’amica alle 4:11 della notte di Ferragosto. Poco più tardi, una donna ha sentito una voce femminile “strozzata” che “più volte gridava ‘Aiuto, aiuto, no'”, provenire dall’abitazione di Crema in cui la trentanovenne si trovava insieme ad Alessandro Pasini, ora in carcere.

L’uomo, 45 anni, con precedenti per spaccio di droga, rapina, resistenza, nega gli addebiti e sostiene che l’amica sia morta per un malore o di overdose.

La tesi dell’accusa: Sabrina Beccalli uccisa per un no alle avances

La tesi degli investigatori è però che lui l’abbia uccisa in seguito a una avance rifiutata, nella casa della sua ex fidanzata (ignara, in ferie in Sicilia).

Sarebbe stata Sabrina Beccalli a cercarlo ripetutamente quella sera, dopo aver lasciato il figlio quindicenne a casa di amici, con l’accordo di passare a prenderlo l’indomani mattina.

Pasini, scrive l’agenzia Ansa, ha raccontato di aver “provato, senza riuscirci, ad avere un rapporto sessuale completo”. Poi sostiene di essersi addormentato e di aver trovato la donna morta in bagno al suo risveglio. Una versione che il giudice ritiene “non credibile”. 

A quel punto, scrive l’Ansa, “preso dal panico e temendo la reazione della ex convivente”, avrebbe avvolto il corpo in una coperta caricandolo sull’auto a cui la sera dopo avrebbe dato fuoco. 

L’auto carbonizzata

Nella Panda carbonizzata, però, gli investigatori hanno rinvenuto solo la carcassa di un cane. Il cadavere si cerca ancora, la Procura ha disposto lo svuotamento di una vasca idraulica, poco distante, colma di liquami, per cui potrebbero essere necessari un paio di giorni.

“Ha pensato evidentemente di sviare le indagini pensando che i resti non fossero identificabili. E ha occultato il corpo altrove per far sì che non avessimo tracce di atti violenti”, la spiegazione del tenente colonnello Lorenzo Carlo Maria Repetto, comandante provinciale dei carabinieri di Cremona, che conducono le indagini.

La casa piena di gas

I suoi uomini mercoledì hanno rischiato nel sopralluogo nella casa. Pasini, si legge nell’ordinanza, aveva infatti tagliato il tubo della caldaia “per far saltar in aria l’appartamento per evitare che la ex venisse a conoscenza che era stato lì con Sabrina e avevano consumato droga”.

Il gas accumulato in quattro giorni poteva far crollare la palazzina, in cui vive un’altra famiglia. Per fortuna è stato necessario chiamare i Vigili del fuoco, che sono passati da una finestra, attraverso cui il gas si è disperso.

“Voleva cancellare le prove – ha detto il tenente colonnello -. Credo che il pm valuterà anche l’ipotesi di reato di tentata strage”. (Fonte: Ansa)