Sabrina Misseri-Cosima Serrano: ergastolo confermato in appello

di Redazione Blitz
Pubblicato il 27 luglio 2015 20:34 | Ultimo aggiornamento: 27 luglio 2015 20:49
Sabrina Misseri-Cosima Serrano: ergastolo confermato in appello

Saeah Scazzi

TARANTO – Ergastolo. Per la seconda volta un tribunale, stavolta la Corte di Assise di appello di Taranto, ha deciso il “fine pena mai” per Cosima Serrano e sua figlia Sabrina Misseri. La vicenda è quella universalmente nota come il “delitto di Avetrana”, l’omicidio di Sarah Scazzi, la 15enne strangolata e gettata in un pozzo il 26 agosto 2010. La sentenza è stata emessa dopo tre giorni di camera di consiglio, ovvero dopo una lunga riflessione da parte dei giudici. Un processo comunque complesso, visto che Michele ha dapprima confessato l’omicidio, poi ha incolpato la figlia, infine è tornato a dirsi colpevole ma quando ormai i magistrati accusavano moglie e figlia.

Anche lui, Michele, da questo processo esce con una condanna: confermata la condanna a otto anni di reclusione per concorso in soppressione di cadavere.

Un delitto ingarbugliato, che coinvolge altre persone tra i parenti della povera Sarah. I giudici di secondo grado dovranno infatti decidere anche su altri cinque imputati che hanno proposto appello: Carmine Misseri, fratello di Michele (sei anni per soppressione di cadavere), l’avvocato Vito Russo Junior, ex legale di Sabrina (due anni per favoreggiamento), Antonio Colazzo, Cosima Prudenzano e Giuseppe Nigro (un anno ai primi due, un anno e quattro mesi al terzo), accusati di favoreggiamento personale. Non si deciderà su Cosimo Cosma, nipote di Michele Misseri (sei anni per soppressione di cadavere), scomparso il 7 aprile 2014.

Dinanzi al tribunale di Taranto è in corso un processo per false informazioni al pm a carico di Giovanni Buccolieri, fioraio di Avetrana che raccontò agli inquirenti di aver visto Cosima sequestrare in auto Sarah per poi dire che era stato un sogno, e il suo amico Michele Galasso. In un’inchiesta-bis, invece, sono imputati in 12, a vario titolo per falsa testimonianza, calunnia e false informazioni al pm. Tra questi c’è Michele Misseri (ma per il reato di autocalunnia perché dal dicembre 2010 continua in varie forme ad accusarsi del delitto) e Ivano Russo, l’amico di Sabrina e Sarah che, per l’accusa, sarebbe stato il motivo della gelosia di Sabrina nei confronti della cuginetta, sino a spingerla al delitto insieme alla madre Cosima.