Sacile, licenziata dopo 6 mesi di assenza e 44 visite fiscali. Ma giudice la reintegra…

di Redazione Blitz
Pubblicato il 4 dicembre 2016 9:38 | Ultimo aggiornamento: 4 dicembre 2016 9:38
Sacile, licenziata dopo 6 mesi di assenza e 44 visite fiscali. Ma giudice la reintegra...

Sacile, licenziata dopo 6 mesi di assenza e 44 visite fiscali. Ma giudice la reintegra…

SACILE – Sei mesi di assenze ingiustificate e 44 visite fiscali. Una donna è stata licenziata dalla catena di supermercati Bennet per il lungo periodo di assenze ingiustificate, ma il giudice del lavoro l’ha reintegrata. La donna accusa il supermercato di averle dato una mansione che le ha causato una malattia che la costringeva a casa. Una tesi che è stata accolta dal giudice del lavoro Angelo Riccio Cobucci, che così ha deciso che la licenziata tornasse subito al lavoro.

Davide Lisetto sul Gazzettino spiega che la dipendente del supermercato aveva accusato una malattia dopo aver lamentato un demansionamento. Le era stato ordinato di fare oerpazioni lavorative come lo scarico dei bancali e il riordino della merce negli scaffali, un lavoro comune ai dipendenti dei supermercati. La donna però si è lamentata di non essere stata avvisata di questo cambiamento del suo ruolo nel supermercato Bennet di Sacile, dove lavorava dal 2011.

Il cambio di mansione, d’altronde, secondo la società non era una scusa valida. Nei supermercati infatti non esiste una figura specifica che si occupa di tali operazioni, quindi tutti i dipendenti possono farle. La donna però non ne voleva sapere e così si è ammalata. Il risultato è stato aver passato 6 mesi in malattia e aver subito 44 visite del medico fiscale su richiesta dell’azienda. Passati i sei mesi, la Bennet ha deciso di licenziarla e lei ha fatto ricorso:

“Il rapporto di lavoro si complica: scattano anche contestazioni e provvedimenti disciplinari a carico dell’addetta. Che subisce un peggioramento delle condizioni fisiche e psicologiche fino alla malattia che la costringe a prolungate assenze. Trascorso il periodo massimo di diritto alla conservazione del posto (sei mesi nell’arco degli ultimi dodici) era scattato il licenziamento proprio a causa della prolungata assenza ingiustificata dal posto di lavoro. Il giudice Angelo Riccio Cobucci ha disposto la reintegra riconoscendo il nesso tra la malattia della donna e l’ambiente di lavoro”.