Salerno, sequestrate 14 tonnellate di droga dell’Isis. Valgono un miliardo per finanziare Jihad VIDEO

di redazione Blitz
Pubblicato il 1 Luglio 2020 8:21 | Ultimo aggiornamento: 1 Luglio 2020 11:21

La Guardia di Finanza di Napoli ha sequestrato nel Porto di Salerno un ingente quantitativo di droga.

Si tratta di 14 tonnellate di amfetamine che corrispondono a 84 milioni di pasticche col logo “captagon”, prodotte in Siria dall’Isis per finanziare il terrorismo.

Il valore della droga, trovata dalle “fiamme gialle” in 3 container, è stato stimato in oltre 1 miliardo di euro.

La droga era stata nascosta in cilindri di carta per uso industriale e macchinari costruiti in maniera tale da impedire agli scanner di individuare il contenuto.

Cos’è il captagon, la droga dei combattenti

Il captagon – spiega una nota della Guardia di Finanza di Napoli – viene smerciato in tutto il Medio Oriente.

E’ diffuso sia tra i combattenti per inibire paura e dolore sia tra i civili perché non fa sentire la fatica.

Prodotta inizialmente soprattutto in Libano e diffusa in Arabia Saudita negli anni Novanta, questa sostanza stupefacente è ricomparsa nei covi dei terroristi. 

E’ stata usata nell’attacco al Bataclan di Parigi nel 2015 – ed è perciò stata soprannominata la “droga dell’Isis” o la “droga della Jihad”.

Secondo la Dea americana (Drug Enforcement Administration), l’Isis ne fa largo uso in tutti i territori su cui esercita l’influenza e ne controlla lo spaccio.

Una volta avviati gli impianti chimici di produzione, è facile per Isis produrre ingenti quantitativi anche per il mercato mondiale delle droghe sintetiche.

Due settimane fa, sempre nel porto di Salerno, gli specialisti del Gico di Napoli avevano intercettato un container con un carico contenente 2.800 kg di hashish e 190 kg di amfetamine con lo stesso identico simbolo (captagon).

Il Captagon contiene l’anfetamina fenetillina spesso mescolata a caffeina.

Come tutte le altre anfetamine, questa droga aumenta la resistenza alla fatica e l’attenzione, oltre a conferire una perdita di giudizio. A chi la consuma dà l’impressione di essere onnipotente (fonte: Ansa, Agenzia Vista /Alexander Jakhnagiev).