Salerno, 3 sindacalisti arrestati: chiedevano soldi per evitare gli scioperi

di Redazione Blitz
Pubblicato il 28 Ottobre 2013 20:47 | Ultimo aggiornamento: 28 Ottobre 2013 20:48
Salerno, 3 sindacalisti arrestati: chiedevano soldi per evitare gli scioperi

Salerno, 3 sindacalisti arrestati: chiedevano soldi per evitare gli scioperi (foto Lapresse)

SALERNO – Tre sindacalisti arrestati a Salerno: Antonio Masi e Pasquale Tortora della Uil e Mario Ronca della Cgil sono accusati di aver estorto denaro a un imprenditore per evitare che i lavoratori della sua azienda scioperassero.

Antonio Masi ha 45 anni, Ronca 60. Tortora, 67 anni, formalmente pensionato ma tuttora in rapporto di collaborazione con il sindacato.

L’imprenditore che li ha denunciati è il titolare di una ditta per la produzione di etichette e stampati con una cinquantina di persone alle sue dipendenze. Masi e Ronca sono stati bloccati nei pressi di un distributore di benzina in via Sichelgaita a Salerno mentre intascavano 3000 euro dall’imprenditore.

Le indagini da parte dei carabinieri sono partite dalla denuncia dell’imprenditore che alle prese con le difficoltà economiche ha detto di non aver retto più alle minacce dei tre sindacalisti.

L’imprenditore ha raccontato che le agitazioni sindacali avevano creato danni economici rilevanti all’azienda. E così, ha detto, si è deciso a pagare.

Ha detto di aver versato le prime tranche a partire da maggio scorso. In ben due occasioni l’imprenditore avrebbe consegnato agli estorsori 8000 euro, 5000 la prima volta e 3000 in una seconda.

Il 16 ottobre, stando sempre al racconto dell’imprenditore, i tre si sarebbero nuovamente presentati a “battere cassa” prospettando ulteriori difficoltà ed attività ostruzionistiche in occasione della discussione per il rinnovo della cassa integrazione di cui l’azienda da tempo beneficia, nonché interferenze nei processi che interessano l’azienda stessa, un ramo della quale è in procinto di essere “dato in fitto” ad altra azienda. A questo punto i carabinieri si sono presentati all’appuntamento con l’imprenditore e sono intervenuti non appena è avvenuto il passaggio di denaro.