Salone del Libro di Torino, Altaforte estromessa per “scelta politica”. Polacchi: “Faremo causa”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 8 maggio 2019 23:08 | Ultimo aggiornamento: 9 maggio 2019 8:42
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Salone del Libro di Torino, Comune e Regione chiedono l’estromissione di Altaforte

TORINO – La Città di Torino e la Regione Piemonte, soci fondatori del Salone del Libro, hanno chiesto alla associazione “Torino, la città del libro”, al Circolo dei lettori e al Comitato di indirizzo del Salone del libro di rescindere il contratto con la casa editrice Altaforte, vicina a Casapound. Gli organizzatori del Salone hanno fatto sapere di non poter far altro che “adeguarsi alla scelta politica”. Altaforte ha annunciato di voler far causa.

La richiesta di Comune e Regione di rescindere il contratto con la casa editrice è arrivata “alla luce della situazione che si è venuta a creare” scrivono in un comunicato congiunto Sergio Chiamparino e Chiara Appendino. Secondo il presidente della Regione Piemonte e la sindaca di Torino, la situazione “rende impossibile lo svolgimento della prevista lezione agli studenti di Halina Birenbaum, sopravvissuta ai campi di concentramento nazisti”, inoltre le “forti criticità e preoccupazioni espresse dagli espositori in relazione alla presenza e al posizionamento dello stand di Altaforte. E’ necessario tutelare il Salone del libro, la sua immagine, la sua impronta democratica e il sereno svolgimento di una manifestazione seguita da molte decine di migliaia di persone”.

La risposta di Francesco Polacchi, editore di Altaforte, non si è fatta attendere. “E’ una richiesta assurda, abbiamo pagato lo stand e siamo giustamente al Salone del Libro. Se dovessero rescindere il contratto, faremo causa. E, ovviamente, la vinceremo”. “Non so perché è stata fatta questa richiesta – afferma – Non siamo né razzisti né antisemiti e vogliamo confrontarci con gli altri”.

Intanto la Procura della Repubblica di Torino ha aperto un procedimento penale a carico di Polacchi per apologia di fascismo, a seguito dell’esposto presentato dal sindaca di Torino Chiara Appendino e dal presidente della Regione Piemonte Sergio Chiamparino sulle frasi di Polacchi “io sono un fascista” e  “l’antifascismo è il vero male di questo Paese”. Dichiarazioni fatte nel corso di una trasmissione radiofonica. (fonte Rai News – ANSA)