Salone Libro Torino, Rolando Picchioni indagato per peculato

di Redazione Blitz
Pubblicato il 22 Maggio 2015 22:33 | Ultimo aggiornamento: 22 Maggio 2015 22:33
Salone Libro Torino, Rolando Picchioni indagato per peculato

Rolando Picchioni (Foto Ansa)

TORINO – Rolando Picchioni, presidente del Salone del Libro di Torino, è indagato per peculato. Il 22 maggio i carabinieri e la guardia di finanza hanno perquisito gli uffici della Fondazione a 4 giorni dalla chiusura della kermesse. Picchioni si è detto “sbalordito” di fronte all’enormità dell’addebito,”ma altrettanto assolutamente sereno”.

Secondo l’accusa, coordinata dai pm Gianfranco Colace e Andrea Beconi, Picchioni avrebbe fatto uso improprio dei fondi pubblici della Fondazione, costituita nel 1999 da Regione Piemonte, Provincia e Comune di Torino. I magistrati, secondo quanto si apprende, gli contestano una serie di fatture, sequestrate dalla polizia giudiziaria negli uffici della centrale via Santa Teresa insieme ad alcuni computer.

L’ipotesi dell’inchiesta è che alcuni servizi siano stati sovrafatturati. Nei prossimi giorni la posizione di altre persone verrà vagliata dai magistrati. Intanto Picchioni, 79 anni è un politico di razza con un passato da parlamentare nelle file della Democrazia Cristiana, ha replicato:

“Nella mia vita non ho mai – e ripeto mai – pensato di sfruttare in qualunque modo la mia posizione per un qualsivoglia tornaconto personale”.

Picchioni era iscritto alla P2 e coinvolto nel cosiddetto ‘scandalo petroli’, ma assolto, da 15 anni è al timone del Salone del Libro, che lunedì ha chiuso i battenti con oltre 341 mila visitatori e una media vendite agli stand del +15%. Picchioni ha detto:

“Riguardo ai fatti che genericamente mi vengono contestati, e dei quali spero di poter essere messo quanto prima a conoscenza della fondatezza, non posso che ribadire la mia completa estraneità. Mi tutelerò fermamente in tutte le sedi contro qualsiasi possibile tentativo di strumentalizzare l’attuale momento – sottolinea – e di offendermi nella mia dignità di persona e nel mio operato professionale”.

L’avvocato Zancan ha puntato il dito contro “la diffusione mediatica” delle accuse nei confronti del suo assistito e ha detto:

“Picchioni è assolutamente estraneo all’indagine della procura, della quale contesta ogni validità sia nel merito che nel riscontro probatorio”.

Il legale ha poi aggiunto:

“Contrasta con i principi del contraddittorio ai quali dovrebbe attenersi ogni civile processo”.

La notizia dell’inchiesta arriva a pochi mesi dalla scadenza del mandato di Picchioni. E, anche se le accuse dovessero rivelarsi infondate come sostiene, rendono ancora più difficile una sua conferma ai vertici della Fondazione:

“Sono un uomo delle istituzioni, mi rimetterò alle stesse per le decisioni che ad esse spettano”.