Salvatore Parolisi “non è un padre modello” per il Gip e resta in carcere

Pubblicato il 20 Febbraio 2012 20:22 | Ultimo aggiornamento: 20 Febbraio 2012 20:26

TERAMO – Salvatore Parolisi, il caporalmaggiore dell'Esercito accusato del delitto della moglie Melania Rea, dovra' attendere in carcere, e non ai domiciliari in casa dei genitori a Frattamaggiore (Napoli), il 12 marzo prossimo, giorno dell'udienza per la trattazione della concessione dell'abbreviato, condizionato a una super-perizia. Lo ha deciso il Gip, Marina Tommolini, lo stesso che il 12 del mese prossimo dovra' valutare la sua richiesta in udienza. Chi si aspettava, come i legali di Parolisi, un'apertura nei confronti del caporalmaggiore e' rimasto deluso.

Per il gip proprio non si puo' dire che Parolisi sia stato un marito e padre modello. Il giudice, allineandosi a quanto gia' stabilito dai colleghi del riesame dell'Aquila e da quelli della Cassazione, aggiunge nella decisione depositata stamani che il caporalmaggiore ''e' animato da una condotta tesa a nascondere le sue relazioni extraconiugali e aspetti certo non edificanti della propria vita privata che portano ad escludere di essere stato un padre e un marito modello''. Secondo il gip del tribunale di Teramo, l'indagato ''si e' dimostrato ben piu' preoccupato della sua carriera militare che del dramma della morte della propria moglie''.

Contrariamente a quanto tentato di dimostrare dai legali Valter Biscotti, Nicodemo Gentile e Federica Benguardato, per il gip Tommolini non ci sono novita' sostanziali rispetto a quanto sostenuto dal primo giudice del provvedimento cautelare e dunque sussiste ancora il rischio ''di inquinamento probatorio da parte dell'indagato''. Parolisi viene descritto dai suoi legali ''dall'atteggiamento mite'', ma il gip sconfessa questa condotta ritenendola vera per quanto riguarda la fase precedente al delitto, ''commesso – sostiene il giudice – con una efferatezza che si commenta da sola''.

Quattro pagine, quelle della decisione odierna, che rischiano di avere una lunga eco fino al 12 marzo, quando le parti saranno chiamate a discutere dinanzi a questo giudice l'opportunita' o meno di affidare una super-perizia, grimaldello tecnico per accogliere la richiesta di quel rito abbreviato che, in caso di condanna, permettere a Parolisi di beneficiare dello sconto di un terzo della pena. E non ci saranno soltanto le parti: il difensore della famiglia Rea ha confermato che nel processo si costituira' parte civile contro il padre Salvatore anche la figlia della coppia, che con i nonni e lo zio Michele chiedono la verità per la memoria della mamma uccisa.