Salvatore Parolisi, pena da ridurre. Cassazione: “Su Melania Rea no crudeltà”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 10 Febbraio 2015 20:48 | Ultimo aggiornamento: 10 Febbraio 2015 20:49
Salvatore Parolisi (foto Lapresse)

Salvatore Parolisi (foto Lapresse)

ROMA – La pena a Salvatore Parolisi va ridotta perché non si riscontra l’aggravante della crudeltà nell’uccisione della moglie Melania Rea. La Corte di Cassazione ha rimandato la questione alla Corte d’Assise d’Appello di Perugia, che dovrà ridurre la condanna a 30 anni nei confronti del caporalmaggiore dell’esercito, che è stato ritenuto colpevole per l’uccisione della sua moglie a Ripa di Civitelle, vicino Teramo.

Salvatore Parolisi era stato condannato a 30 anni di reclusione dalla Corte di Assise di Appello de L’Aquila per l’omicidio della moglie Melania Rea. Secondo l’accusa Paroli uccise Melania Rea il 18 aprile del 2011 in un bosco a Ripe di Civitella del Tronto (Teramo) con 35 coltellate. In primo grado, nel processo con rito abbreviato, Parolisi venne condannato dal gup di Teramo, Marina Tommolini, all’ergastolo, pena poi ridotta dalla Corte di Assise di Appello de L’Aquila il 23 settembre 2013.

Questa la cronologia completa degli eventi:

– 18 aprile 2011: secondo la versione di Parolisi la famiglia si dirige verso Colle San Marco e Melania si allontana per andare alla toilette del ristorante. Alle 15.30 l’uomo da’ l’allarme perche’ la moglie non torna e non risponde al telefono. Secondo l’accusa, invece, la coppia, con la bimba in auto, si era diretta verso Ripe di Civitella (Teramo).

– 19 aprile 2011: il padre Gennaro Rea lancia un appello in Tv per cercare la figlia. Parolisi non partecipa alle ricerche, ma rimane in caserma, dove (si scoprira’ poi) cancella il profilo su Facebook da cui chattava con la sua amante, una soldatessa.

– 20 aprile 2011: una telefonata anonima al 113 segnala la presenza di un cadavere nel boschetto di Ripe. E’ Melania.

– 21 giugno 2011: la procura di Ascoli Piceno iscrive Parolisi nel registro degli indagati con l’accusa di omicidio volontario aggravato.

– 19 luglio 2011: Parolisi viene arrestato. Contestualmente l’inchiesta passa a Teramo per competenza territoriale.

– 28 novembre 2011: la Corte di Cassazione conferma l’ordinanza di custodia cautelare in carcere.

– 20 gennaio 2012: il gip di Teramo Giovanni De Rensis accoglie la richiesta della Procura di giudizio immediato e fissa l’udienza al 27 febbraio 2012. La difesa chiede il rito abbreviato e l’udienza slitta.

– 12 marzo 2012: il gup di Teramo, Marina Tommolini, accoglie la richiesta di una superperizia sull’ora della morte di Melania e del processo con giudizio abbreviato.

– 26 ottobre 2012: Parolisi e’ condannato all’ergastolo dal Gup di Teramo, come richiesto dal pm, con le sanzioni accessorie: interdizione perpetua dai pubblici uffici, perdita della patria potestà.

– 2 gennaio 2013: il gup Tommolini deposita la sentenza. Un rapporto sessuale negato avrebbe scatenato la furia dell’uomo che avrebbe sferrato i 35 colpi con un coltello a serramanico.

– 30 settembre 2013: la corte d’Assise d’appello dell’Aquila conferma la colpevolezza di Parolisi e converte la condanna all’ergastolo, per effetto della scelta del rito, in 30 anni.

– 23 dicembre 2013: nelle motivazioni della sentenza di secondo grado si parla di indizi “attendibili e convincenti”.

– 10 febbraio 2015: processo in Cassazione. Il Pg chiede la conferma dei 30 anni: Parolisi ha agito “con un impulso omicida di violenza inaudita”. Attesa per la sentenza.