Melania Rea, a caccia di sangue sui vestiti di Parolisi

Pubblicato il 1 Ottobre 2011 1:21 | Ultimo aggiornamento: 1 Ottobre 2011 1:23

Melania Rea

ASCOLI – I pm di Teramo stanno cercando tra i vestiti di Salvatore Parolisi, in carcere con l’accusa di aver ucciso la moglie Melania Rea. Sono a caccia di abiti mancanti, di abiti macchiati di sangue che dimostrerebbero il suo ruolo nell’omicidio dell’aprile scorso nel bosco di Ripe di Civitella.

Secondo l’accusa Parolisi avrebbe usato i guanti per maneggiare il cellulare di Melania, da cui vennero cancellati alcuni sms. La difesa invece sostiene che se non c’è il Dna dell’uomo sul telefonino, non sarebbe stato lui ad usarlo il giorno del delitto e quindi non sarebbe lui l’assassino.

Per quanto riguarda i vestiti, spiega il quotidiano Il Centro, “ha subito destato sospetti il fatto che, quando a Colle San Marco l’uomo ha dato l’allarme sulla scomparsa della moglie, indossasse una tenuta da jogging nient’affatto compatibile con la temperatura piuttosto rigida di quel giorno e l’altitudine del luogo. Così poco compatibile che, per andare a cercare la moglie dopo aver chiamato il 112, si è dovuto far prestare un giubbotto pesante. Quella tenuta da podista, poi, era la stessa che Parolisi indossava otto giorni prima – ma con una temperatura più mite – nel corso di una gita con famiglia e amici proprio a Colle San Marco. Altro elemento di dubbio e di sospetto: nella notte tra il 18 e il 19 aprile una vicina di casa del caporale ha riferito di aver sentito la lavatrice di casa Parolisi in funzione per ore”.