Trapani: donna incinta uccisa e bruciata, fermo per il marito

Pubblicato il 5 Luglio 2012 22:45 | Ultimo aggiornamento: 5 Luglio 2012 23:35

TRAPANI – Fermo, con l’accusa di omicidio, per Salvatore Savelli, 39 anni, sospettato di avere assassinato la moglie, Maria Anastasi, incinta al nono mese, spaccandole la testa e dandole fuoco a Trapani.

L’uomo, interrogato per ore dai magistrati, coordinati dal procuratore Marcello Viola, avrebbe dato versioni, secondo gli inquirenti, poco credibili sulla scomparsa della donna, che lui stesso, mercoledì 4 luglio, aveva denunciato.

Savelli, in un primo momento, ha raccontato ai carabinieri di essersi trovato in auto, nelle campagne di Erice (Trapani) con la moglie e i tre figli adolescenti, e di essere sceso dalla macchina per acompagnarli a fare pipì. Allontanatosi dal veicolo, avrebbe sentito lo sportello della macchina richiudersi e, tornato dov’era parcheggiata, non avrebbe più trovato nè l’auto nè la moglie.

La versione dell’uomo sarebbe stata smentita dai figli, che hanno raccontato che il padre li aveva convinti a confermare il suo racconto, ma che, in realtà, loro non erano con i genitori al momento della scomparsa della madre. Di fronte alla contestazione degli inquirenti, l’uomo ha cambiato versione e ha detto di essere andato nella campagna insieme alla moglie, che doveva incontrare il suo amante per interrompere la relazione extraconiugale che la donna aveva da tempo. Secondo gli inquirenti si tratterebbe dell’ennesima bugia perché avrebbero accertato che ad avere una storia parallela era l’uomo, che da mesi aveva imposto alla moglie e ai figli la convivenza con l’amante, che era andata a vivere nella loro casa.

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Secondo quanto ricostruito dai pm, dunque, l’uomo si sarebbe allontanato in auto con la moglie (tra i due i rapporti erano molto tesi proprio per la presenza in casa dell’amante dell’uomo) e dopo l’ennesima lite l’avrebbe colpita verosimilmen con un bastone alla testa, l’avrebbe tramortita e poi avrebbe dato fuoco al corpo.

Il cadavere è stato ritrovato ad una ventina di chilometri di distanza dal luogo indicato dal fermato come quello dell’ultimo incontro con la moglie. A confermare l’esistenza del rapporto extraconiugale del presunto assassino è stata la stessa amante, sentita dai carabinieri. Il provvedimento di fermo, disposto dal procuratore Marcello Viola, dovrà essere convalidato nelle prossime ore dal gip di Trapani.