Samantha Castagnino uccisa di botte a tre anni: ergastolo al patrigno, chiesto nuovo processo per la mamma

di redazione Blitz
Pubblicato il 6 febbraio 2019 20:48 | Ultimo aggiornamento: 6 febbraio 2019 20:48
Samantha Castagnino uccisa di botte a tre anni: ergastolo al patrigno, chiesto nuovo processo per la mamma

Samantha Castagnino uccisa di botte a tre anni: ergastolo al patrigno, chiesto nuovo processo per la mamma

PISA – Svolta nel processo per l’omicidio della piccola Samantha Castagnino, la bimba uccisa a 3 anni il 27 aprile 2016 in una baracca di Calambrone (Pisa) dove viveva con la madre e con il compagno della donna. La corte di assise di appello Firenze, composta da magistrati e giudici popolari, ha rivisto entrambe le sentenze che nel 2017 condannarono i due adulti. Per l’uomo, Tonino Krstic, 34 anni, serbo, la sentenza di primo grado è stata riformata stabilendo l’ergastolo. Quindi, un severo aggravamento rispetto ai 30 anni inflitti dalla corte di assise di Pisa il 14 luglio 2017. 

Notevole è stato il cambio di rotta anche per la donna, la dominicana Juana Francisca De Olmo, mamma della bambina. La corte di assise di appello, presidente Alessandro Nencini, ha infatti annullato la sentenza in abbreviato che sempre nel luglio 2017 aveva condannato la donna a 10 anni per non aver impedito i maltrattamenti che il suo convivente infliggeva alla bambina (percosse e botte), fino poi a causarne la morte. E la stessa corte ha stabilito la trasmissione degli atti alla procura della Repubblica di Pisa invitandola a procedere per omicidio volontario anche nei confronti della madre. La procura di Pisa pertanto dovrà attivarsi per promuovere un nuovo processo alla donna davanti alla corte di assise.

La morte della piccola Samantha avvenne in un contesto di notevole degrado sociale e familiare. La sera del 27 aprile 2016 la madre chiamò il 118 alla baracca di Calambrone quando ormai la bimba era in fin di vita dopo i colpi violenti subiti nel pomeriggio da Kristic. Secondo una ricostruzione l’uomo aveva intimato violentemente alla dominicana di non chiamare i soccorsi, anche con minacce di morte. Proprio il ritardo nei soccorsi fu decisivo per il decesso della bimba.

Ora, anche rispetto a una probabile rilettura di questi fatti, la corte d’assise di appello ha deciso che anche la madre deve essere imputata di omicidio. Le motivazioni tra 90 giorni.