Samuele, il “profeta” di Cercola che costruisce un tempio a forma di arca

di Redazione Blitz
Pubblicato il 11 Novembre 2014 16:00 | Ultimo aggiornamento: 11 Novembre 2014 16:00
Samuele, il "profeta" di Cercola che costruisce un tempio a forma di arca

Samuele, il “profeta” di Cercola che costruisce un tempio a forma di arca

NAPOLI – Si chiama Samuele, ha 42 anni, ed è un profeta. O meglio, si definisce tale e tale lo credono alcune centinaia di persone che ogni domenica riempono il Palasport di Cercola (Napoli). Sedute fiume, quelle di Cercola, con il carismatico Samuele che conduce il tutto. Dal pomeriggio fino a sera: canti, preghiere per introdurre. Poi arriva lui e parla ai suoi “figli della nuova Gerusalemme”.

Fin qui niente di “male”. Il problema è che Samuele, per alcuni dei suoi adepti è il “Messaggero di Dio”. Per altri addirittura la reincarnazione di Gesù. E inizia a essere troppo. Anche perché alcuni di quelli che a Cercola vanno iniziano a raccontare che loro sì, sono cattolici. E’ Bergoglio a essere blasfemo. E i sacramenti hanno perso valore. Insomma proprio cattolici non sembrano.

Così, in un lungo e dettagliato articolo, Antonio Menna sul Mattino descrive gli incontri del “profeta” con la sua gente:

Samuele la domenica compare all’improvviso nel palazzetto stracolmo e preso in fitto fino a dicembre. Mentre tutti pregano da ore, sale di colpo la musica, si accendono i riflettori, si apre una tenda e appare lui, delirio generale. Poi scende il silenzio e arriva la sua voce. Poche frasi, molte pause. La platea lo ascolta a bocca aperta. Loro sono i «Figli della nuova Gerusalemme», della Bibbia leggono soprattutto i passi dell’Apocalisse. Si proclamano cattolici ma sostengono che papa Bergoglio è blasfemo, che i sacramenti hanno lasciato la chiesa, che i sacerdoti sono fuori dalla grazia di Dio, che la messa non ha più alcun valore. Samuele, invece, è la via, la verità, la vita. 

Il profeta di Cercola, in realtà, non predica solo a Cercola. Sta costruendo un tempio a forma di arca in provincia di Frosinone. Basso Lazio, da dove Samuele viene. Il profeta è infatti genero e erede di Giuseppina Norcia da Gallinaro (Frosinone). E chi è costei? Era una signora che dal 1974 ha raccontato di aver avuto delle visioni e sulla base di queste visioni a Gallinaro ha realizzato un piccolo tempio, mai consacrato, in cui era esposto un bambinello di ceramica e un’epigrafe che nominava quel luogo come “nuova Gerusalemme”. Analogie con Samuele, insomma. Ma anche tante differenze. Giuseppina si è sempre mossa nel solco della chiesa cattolica, h a creato e animato, per decenni, la “Culla del bambin Gesù”. E il suo culto popolare, diffusissimo nel Lazio, non è mai stato recepito come “problema”.

Con Samuele la situazione potrebbe essere diversa. Perché iniziano a esserci di mezzo anche delicate questioni di soldi. Ancora Menna:

Un’assemblea che lo venera, lo sostiene, lo difende, lo invoca con un singolare libretto di preghiere e ne pratica il culto. Ma alcuni ex appartenenti hanno deciso di dare battaglia. Sono preoccupati: non solo per questo piccolo, un po’ pittoresco, scisma all’ombra del Vesuvio. Ma, soprattutto, per il rischio di risvolti psicologici ed economici ai danni degli adepti. «Conosco personalmente chi all’interno della comunità ha parenti e amici totalmente soggiogati – dice Rita Coviello, di Caserta – Alcuni sono stati allontanati dalle loro famiglie. E girano voci anche su un giro di elargizioni; anziani che avrebbero donato tutto, fedeli che verserebbero somme ingenti». Sono voci, appunto. Nessun riscontro. Nessuna costrizione, o violenza. Siamo nel campo della libera scelta. «Non ci sono denunce, è vero – conferma Rita Coviello – ma io temo per le persone che sono lì e mi fido di chi mi ha raccontato cose spiacevoli».