San Camillo, tubo ossigeno staccato a pazienti. Sabotaggio. Per protesta?

di redazione Blitz
Pubblicato il 14 Gennaio 2015 11:40 | Ultimo aggiornamento: 14 Gennaio 2015 12:39
San Camillo, tubo ossigeno staccato a pazienti. Sabotaggio per protesta?

L’ingresso dell’ospedale San Camillo di Roma

ROMA – Un tubicino sganciato dal suo alloggiamento e l’impianto di distribuzione dell’ossigeno salta: i pazienti restano, letteralmente, senza respiro. E’ successo lunedì sera all’ospedale San Camillo di Roma, uno degli ospedali più grandi e importanti del centro Italia. Il caso è in mano ai carabinieri, ma già dalle prime relazioni interne dell’ospedale sembrano emergere pochi dubbi: si sarebbe trattato di un gesto doloso, un “presunto atto di sabotaggio, una manomissione: un fatto gravissimo”, ha ammonito il governatore della Regione Lazio, Nicola Zingaretti.    

Difficile ancora farsi un’idea dei motivi che si celerebbero dietro il presunto sabotaggio: la mano che avrebbe agito è ancora sconosciuta ma il sospetto è che si tratti proprio di un dipendente. L’area degli impianti “non è una zona accessibile a tutti e chi ha fatto questo danno sapeva dove mettere le mani”, ragiona il direttore generale Antonio D’Urso.

“L’azienda è grande – aggiunge D’Urso – ci possono essere dei mal di pancia. Ma da medico rifuggo l’idea che si possa pensare di mettere a rischio persone indifese”.

A rischiare grosso sono stati dieci pazienti in rianimazione, che però non hanno subito rilevanti disagi. Le procedure di emergenza sono scattate immediatamente “e il personale infermieristico e medico ha assicurato la continuità delle cure garantendo l’assistenza respiratoria con device d’emergenza” ha spiegato D’Urso. Un intervento chirurgico inoltre era appena terminato.

L’allarme è scattato alle 19,20 di sera: sono subito scattati gli allarmi dei macchinari che registravano un calo dell’ossigeno. I tecnici subito intervenuti hanno poi attribuito la causa al danneggiamento di una valvola nel tunnel tra i padiglioni Lancisi e Morgagni. Sul posto sono intervenuti i carabinieri di Monteverde e la Regione Lazio, con il capo della Cabina di Regia sulla Sanità Alessio D’Amato al lavoro fino a tarda notte.

Difficile pensare a un guasto: l’impianto infatti viene monitorato quotidianamente dalla ditta che si occupa della manutenzione, e l’ultimo controllo era avvenuto, a quanto pare, verso le 15. Il danno dunque deve essere stato provocato nel pomeriggio, è l’ipotesi. Inoltre è probabile che il presunto sabotatore non abbia neanche dovuto scassinare le porte d’accesso al tunnel (che infatti lunedì sera, secondo il direttore “non apparivano forzate”): i tubi sono visibili anche dall’esterno, e quindi potenzialmente dall’esterno danneggiabili. Certo, per farlo, spiega ancora il dg D’Urso, “bisogna sapere dove mettere le mani”. L’area in questione non è coperta da videosorveglianza “e in questo senso – aggiunge – l’impianto andrà messo in sicurezza“.

Per il capogruppo di Forza Italia in Regione Antonello Aurigemma si tratta dell'”ennesimo episodio di malasanità che va ad aggiungersi alla situazione estenuata dei pronti soccorso, dei reparti che chiudono, degli atti aziendali che si voleva discutere in pochi minuti”. “Definire malasanità un reato su cui stanno ora indagando le Forze dell’Ordine significa non aver capito nulla sulla gravità di quando accaduto” la replica del Ministero.