San Giuseppe di Cassola (Vicenza). “La ditta mi ha rovinato”: imprenditore si uccide

Pubblicato il 24 Maggio 2012 22:10 | Ultimo aggiornamento: 24 Maggio 2012 22:31

VICENZA – Ennesimo suicidio in Veneto di un piccolo imprenditore schiacciato dalla crisi. Il titolare di una azienda di autotrasporti del vicentino, 54 anni, si e' tolto la vita nel pomeriggio del 24 maggio impiccandosi nella sua abitazione. ''Ho grosse difficolta' economiche, e la ditta mi ha rovinato'' ha lasciato scritto su un foglio, che i familiari hanno trovato dopo aver scoperto il corpo. Era all'interno di un ripostiglio della casa che fungeva da abitazione per lui ed i suoi familiari e da sede dell'azienda. Non era sposato.

Un episodio che richiama un altro suicidio avvenuto solo 15 giorni fa sempre nel vicentino, a Marostica. Anche in questo caso un imprenditore del settore del trasporto, 77enne, che non sopportando l'idea di vendere il suo ultimo camion si era impiccato, legando la corda al cassone del mezzo pesante.

L'imprenditore trovato morto oggi 24 maggio abitava a San Giuseppe di Cassola (Vicenza). I congiunti hanno dato subito l'allarme, facendo accorrere sul posto i carabinieri e i sanitari del Suem 118, dall'ospedale di Bassano del Grappa. Questi ultimi non hanno potuto pero' che costatare il decesso dell'uomo.

La sua vita era sostanzialmente dedicata interamente al lavoro, Ma le cose con la crisi andavano sempre peggio, e i camion della piccola azienda a conduzione familiare erano quasi sempre fermi. Al punto che poche ore prima di suicidarsi l'uomo aveva confidato ad alcuni conoscenti l'intenzione di chiudere la ditta. Resta da capire se quello compiuto dopo questo sfogo sia stato stato un gesto d'impeto o la chiusura di un progetto tragico gia' pianificato.

Negli ultimi mesi l'imprenditore aveva cercato in molti modi di far fronte alla crisi economica che aveva fermato l'azienda, senza riuscirvi. Elemento inquietante, nello stesso stabile si era ucciso impiccandosi il 19 marzo scorso un dipendente dell'azienda, un 39enne. Secondo i carabinieri, tuttavia, questo fatto non aveva collegamenti con la grave situazione economica che invece parrebbe all'origine della tragedia del 24 maggio.