San Lorenzo, notte di desideri e stelle cadenti 10 agosto, ma le più belle il 12

di Sergio Carli
Pubblicato il 9 Agosto 2014 12:01 | Ultimo aggiornamento: 10 Agosto 2014 8:24
San Lorenzo, notte di processioni e stelle il 10 agosto, ma le più belle il 12

San Lorenzo, notte di processioni e stelle il 10 agosto, ma le più belle il 12

ROMA – La notte di San Lorenzo, la notte delle stelle cadenti nel cielo e dei desideri in terra, è tra il 9 e il 10 agosto o tra il 10 e l’11 agosto? La risposta è elastica, secondo, che il giorno di San Lorenzo cada di sabato, di domenica o infrasettimanale; è ancora più elastica se si guarda il cielo, c’è chi sostiene che il massimo delle stelle cadenti si ha qualche giorno dopo la ricorrenza del martirio del Santo, perché il firmamento non è immobile nemmeno lui e anche in cielo i tempi si allungano, quindi non il 10 ma tra il 12 e il 13 agosto, con exploits anche nelle sere successive, fino a Ferragosto.

E quando si vede una stella cadere nel cielo, la tradizione vuole che si esprima un desiderio: di solito non si avverano, ma fa bene al cuore.

La risposta dal telefono della parrocchia di San Lorenzo della Costa (Genova) è perentoria quanto sgarbata:

“Domenica è il 10, no? è San Lorenzo, no? e allora la sera del 10 alle 21,10….” e appende.

San Lorenzo, secondo la tradizione, morì il 10 agosto 258 a 33 anni di età proprio come Gesù Cristo. Secondo alcuni fu passato a fil di spada mentre celebrava la Messa, secondo una diffusa credenza fu martirizzato arso vivo su una graticola.

Santo di Roma, di cui fu vescovo e dove gli è consacrato un popolare rione e gli sono dedicate numerose chiese, San Lorenzo è celebrato un po’ dappertutto, da Milano alla Spagna. Da lui prende nome una frazione di Santa Margherita Ligure (Genova), appollaiata tra i monti, dove abita gente ruvida e scontrosa e passa l’ultimo tratto di via Aurelia prima di scendere a Rapallo, strada bloccata ogni anno per ore da una fantastica processione, ornata di Crocifissi tintinnanti di foglie d’argento (Cristi li chiamano nel territorio e stramûoei de Cristo quelli che lo portano sulla pancia con enorme fatica). Il tutto poi è corredato da luminarie, falò e fuochi d’artificio (forniti da una ditta di Napoli).

Se la data della processione non cambia, la data della o delle notte o notti delle stelle è però soggetta a dibattito.

Su Yahoo la risposta al quesito è:

“Diciamo che è tutte e due, il giorno di san lorenzo è il 10 che comicia della mezzanotte del 9 e finisce alla mezzanotte dell’ 11 quindi entrambe le notti si può dire, ma di solito è quella tra il 10 e l’11”.

Secondo un post del 2013 su Blitzquotidiano 

l’intensa pioggia delle stelle cadenti, che daranno spettacolo fino a Ferragosto, raggiungerà il culmine nella notte tra lunedì 12 e martedì 13 agosto”.

Amalia Vitiello, su Italia Discovery, spiega date (tra il 10 e il 12 agosto), fenomeno e legame con San Lorenzo:

“Durante l’estate, ed in particolare a partire dalla fine di luglio fino al 20 agosto, le Perseidi, ossia uno sciame meteorico, vengono attraversate dall’orbita terrestre creando una vera e propria pioggia meteorica.

Il picco di visibilità si addensa intorno al 12 agosto, con una media di circa cento di scie luminose visibili ad occhio nudo e a tutte le ore dalla Terra. Questo sciame rappresenta uno dei più considerevoli tra tutti quelli che incrociano il nostro pianeta nel corso della sua rivoluzione intorno al Sole.

La cometa, protagonista di questo sciame, è la Swift-Tuttle, con un nucleo che misura circa 10 chilometri. Il suo ultimo passaggio al perielio è stato nel 1992 ed il prossimo è previsto nel 2126. Le meteore da noi osservate sono particelle rilasciate durante le orbite passate della cometa. La velocità con le quali impattano l’atmosfera terrestre è di circa 59 km/s.

Le prime osservazioni dello sciame delle Perseidi sono state realizzate dai Cinesi nel 36 d.C. Le Perseidi vengono comunemente dette Lacrime di San Lorenzo, in quanto anticamente l’apice della loro presenza si registrava intorno al 10 agosto. Nel corso il periodo di picco si è spostato di circa due giorni in avanti.

La tradizione cristiana ha legato questo fenomeno al martirio del Santo Lorenzo: le stelle cadenti sono le lacrime versate dal santo durante il suo supplizio; esse vagano eternamente nei cieli e discendono sulla terra solo il giorno in cui Lorenzo morì, creando un’atmosfera magica e carica di speranza.

Le stelle del 10 agosto vengono dette anche fuochi di San Lorenzo, in quanto ricordano le scintille provenienti dalla graticola infuocata su cui sarebbe stato ucciso il martire, poi volate in cielo. In realtà la storia sostiene che il santo non venne sottoposto al martirio della graticola, bensì venne decapitato”.

Il 10 agosto è anche una data della grande letteratura italiana: è l’anniversario dell’uccisione del padre di Giovanni Pascoli, che alla tragedia dedicò una poesia:

San Lorenzo, io lo so perché tanto
di stelle per l’aria tranquilla

arde e cade, perché si gran pianto
nel concavo cielo sfavilla.
Ritornava una rondine al tetto:
l’uccisero: cadde tra i spini;
ella aveva nel becco un insetto:
la cena dei suoi rondinini.
Ora è là, come in croce, che tende
quel verme a quel cielo lontano;
e il suo nido è nell’ombra, che attende,
che pigola sempre più piano.
Anche un uomo tornava al suo nido:
l’uccisero: disse: Perdono;
e restò negli aperti occhi un grido:
portava due bambole in dono.
Ora là, nella casa romita,
lo aspettano, aspettano invano:
egli immobile, attonito, addita
le bambole al cielo lontano.
E tu, Cielo, dall’alto dei mondi
sereni, infinito, immortale,
oh! d’un pianto di stelle lo inondi
quest’atomo opaco del Male!

Il Messaggero di Roma non ha bucato l’appuntamento e alla Notte di San Lorenzo ha dedicato un’intera pagina:

“La notte di San Lorenzo torna a mettere tutti a naso in su, a caccia di stelle cadenti.

Lo faceva Trilussa: “Ad ognuna che casca penso spesso a le speranze che se porta appresso”.

Valeria Marini confessa di rispettare l’appuntamento da quando, agli esordi, le ha insegnato la tradizione il fidanzato, all’epoca sconosciuto: Jovanotti.

Molti i luoghi dove andare a caccia di stelle. Nel cuore della città gli avvistamenti di Pino Insegno: «Da ragazzo, andavo al Gianicolo: perfetto per vedere le stelle e molto romantico. Dopo aver espresso i desideri, potevi appartarti con la tua ragazza per un abbraccio».

Parte da Ostia, invece, la “caccia” di Marco Falaguasta: «San Lorenzo 1985: mi fidanzai per la prima volta in modo serio. Avevo 15 anni, ero sul pontile, con una ragazza che cercavo di conquistare da due anni. Desiderio avverato. Ogni anno, ripenso alla gioia di quella sera».

Il Circeo è la meta scelta e consigliata da Matilde Brandi: «Ricordo una notte speciale in Sardegna, ero piccola: le stelle erano tantissime ma sono stata un bel po’ ad aspettare prima di vederne cadere una». Il desiderio si è avverato? «Ho chiesto una figlia femmina, e ora ho due gemelle».

Tra amori, famiglia e posti di mare, Fanny Cadeo. «La stella più importante? Quella cui ho chiesto una bimba, magari con occhi azzurri. Realizzati entrambi i desideri». Sceglie il mare pure Veronica Maya: «Ho pronto il plaid per mettermi comoda a cercarle. I miei desideri si sono avverati tutti. Se li hai, si muove sempre qualcosa. Anche le stelle».

Esperto di stelle “brillarelle” come gli ha insegnato Rugantino, Michele La Ginestra le cercherà a Fregene: «Da giovani, era la notte per fare i piacioni. Adesso si passa con i figli. I miei chiedono i nomi delle costellazioni, non li so e li invento. Non affido la realizzazione dei desideri alle stelle, la considero una sorta di preghiera pagana».

A Fregene, caccia ogni anno pure per Lavinia Biagiotti. L’étoile Eleonora Abbagnato ha la tradizione di passare la notte in barca. Non mancano sguardi montani. «Adolescente, le cercavo con gli amici vicino al Terminillo», dice Valentina Chico. «Ho iniziato a lavorare a 17 anni, chiedevo alle stelle di far andare bene i provini».

Basta una terrazza per Enrico Lo Verso: «A volte dimentico la ricorrenza, cerco le stelle tutte le notti dell’anno».

Chi non le trova, si “accontenta” di portarle tatuate sulla pelle. Da Melissa Satta a Federica Nargi, da Costanza Caracciolo a Paolo Nutini, il simbolo mette d’accordo tutti, come un vero e proprio “marchio” da star.

 

Le foto della processione:

(fonte http://forum.pirovagando.it/)