San Raffaele, Valsecchi accusa Daccò: "Tramite coi politici"

Pubblicato il 23 Novembre 2011 0:01 | Ultimo aggiornamento: 22 Novembre 2011 22:25

MILANO, 22 NOV – Piero Dacco', l'uomo d'affari ora in carcere per bancarotta nell'inchiesta milanese sul San Raffaele, era ''il principale tramite tra Cal ed i politici e i funzionari pubblici, nello specifico quelli della Regione Lombardia''.

Lo ha spiegato l'ex direttore amministrativo del San Raffaele, Mario Valsecchi, anche lui indagato, ai pm in un interrogatorio del 29 luglio scorso, contenuto nell'ordinanza del gip Vincenzo Tutinelli che ha confermato il carcere per il consulente.

Nell'interrogatorio dello scorso 29 luglio, Mario Valsecchi, ex direttore amministrativo dell'ospedale San Raffaele di Milano, affronta il 'capitolo', come si legge nell'ordinanza, dei ''rapporti confornitori-sovraffatturazioni''. Secondo l'accusa, infatti, l'ex vicepresidente del San Raffaele, Mario Cal, morto suicida a luglio, avrebbe ricevuto soldi anche in buste di contanti, ricavati attraverso il meccanismo delle sovrafatturazioni, da alcuni fornitori dell'ospedale, in particolare dai costruttori Zammarchi, e li avrebbe poi 'girati' a Dacco', che aveva a disposizione una rete di societa' all'estero. Ai pm di Milano che gli chiedevano ''Lei sa per quale motivo Cal consegnasse del denaro a Dacco'?'', Valsecchi ha risposto: ''Ero a conoscenza del fatto che Dacco' fosse il principale tramite tra Cal ed i politici e i funzionari pubblici, nello specifico della Regione Lombardia. Tant'e' che quando Zammarchi ha consegnato questo denaro contante e Cal mi ha riferito che il destinatario della somma era Dacco (…)''.

Le dichiarazioni di Valsecchi nell'ordinanza si interrompono in questo punto proprio cosi', senza andare oltre. I pm, infatti, hanno 'omissato' molti passaggi di alcune 'carte' che hanno depositato sul tavolo del gip.