San Salvatore Monferrato, nuovo focolaio in Rsa spaventa il Piemonte: 13 contagiati

di Daniela Lauria
Pubblicato il 19 Giugno 2020 20:20 | Ultimo aggiornamento: 19 Giugno 2020 20:20
San Salvatore Monferrato, nuovo focolaio in Rsa spaventa il Piemonte: 13 contagiati

San Salvatore Monferrato, nuovo focolaio in Rsa spaventa il Piemonte: 13 contagiati (Foto Ansa)

ALESSANDRIA – Un nuovo focolaio di coronavirus spaventa il Piemonte, dove l’indice Rt continua comunque a indicare una situazione di bassa criticità.

A destare preoccupazione sono i tredici i contagi registrati nella Rsa della Madonna del Pozzo a San Salvatore Monferrato, circa 4.300 abitanti in provincia di Alessandria.

Si tratta di undici ospiti e due operatori socio sanitari della struttura privata che fa riferimento alla Opera Diocesana Assistenza (Oda).

“E’ da marzo che chiedevo tamponi insieme ad altri sindaci della zona”, si lamenta il primo cittadino, Enrico Beccaria.

“Voglio solo sperare che il contagio non interessi la popolazione – aggiunge – sarebbe un disastro…”.

L’allarme nel fine settimana, con i primi casi di febbre e i primi sospetti. Tre, i più gravi, vengono trasferiti all’ospedale Santo Spirito di Casale Monferrato (Alessandria), mentre gli operatori vengono invitati a sottoporsi al tampone presentandosi al servizio drive-in di Alessandria.

“A nostro avviso avrebbero dovuto esser tutti sottoposti al tampone, e subito – dice il direttore della Rsa, Massimiliano Vacchina – E, allo stesso modo, gli esisti dovevano essere tempestivi. Da lunedì, invece, per alcuni che devono continuare a lavorare non si sa ancora nulla…”.

A portare il virus all’interno della casa di riposo, una struttura immersa nel verde accanto al santuario alla periferia del paese, potrebbe essere stato un ospite rientrato a metà maggio dall’ospedale, dove era stato ricoverato per una occlusione intestinale.

Il tampone era negativo, ma dopo qualche giorno la comparsa della febbre aveva convinto il medico della struttura per un nuovo ricovero in ospedale.

Scatta così la richiesta dei nuovi tamponi, dai quali emergono le positività. La situazione è monitorata dai medici dell’Usca, Unità speciale continuità assistenziale, ed anche la Regione Piemonte si sta interessando al caso.

“Avere un nuovo focolaio non significa avere una seconda ondata di coronavirus”, precisa oggi l’Organizzazione Mondiale della Sanità, ma il sindaco di San Salvatore invita comunque alla prudenza.

“Se la bella stagione, la fase 2 e la 3 ci avevano illusi che il Covid-19 fosse scomparso – sottolinea Beccaria – questo episodio recente è la riprova che nessuno di noi può dirsi al sicuro e che solo attuando le pratiche di sicurezza possiamo tenere lontano il rischio”.

“I dati rassicuranti diffusi in questi giorni – conclude – non devono farci abbassare la guardia. Dobbiamo mantenerci altamente attenti e attuare tutte le pratiche anti contagio che ben conosciamo: il mantenimento della distanza di sicurezza e l’uso di mascherine”. (Fonte: Ansa).