Omicidio Sandri: chiesti 14 anni per l’agente Spaccarotella

Pubblicato il 1 Dicembre 2010 11:51 | Ultimo aggiornamento: 1 Dicembre 2010 12:15

Il Procuratore generale ha chiesto la condanna a 14 anni di reclusione per omicidio volontario, con dolo eventuale, per il poliziotto Luigi Spaccarotella, accusato dell’omicidio del tifoso laziale Gabriele Sandri. A Firenze è in corso il processo di secondo grado in Corte d’assise d’appello.

La richiesta è stata formulata dal pg Aldo Giubilaro che ha anche spiegato che, comunque, non si oppone alla richiesta della difesa di riconoscere una riduzione di un terzo della pena optando per il rito abbreviato. In primo grado Spaccarotella è stato condannato a 6 anni di reclusione per omicidio colposo. In corte d’assise ad affiancare nel ruolo di accusa Aldo Giubilaro c’è anche il pm che ha coordinato l’inchiesta, Giuseppe Ledda. In primo grado Ledda chiese, come oggi, una condanna a 14 anni per omicidio volontario.

Argomentando le loro richieste, Giubilaro e Ledda hanno spiegato che al momento dello sparo l’agente non poteva vedere la parte bassa dell’auto e che pur non mirando l’abitacolo la direzione della pistola era quella. Lo sparo – hanno sostenuto – fu volontario e con l’intenzione di fermare la macchina. ”Si può dire – ha chiesto retoricamente Giubilaro – che Spaccarotella abbia agito nella ragionevole convinzione di non colpire nessuno?”. Fra l’altro, il pg ha ricordato la distanza fra Spaccarotella e l’auto su cui viaggiava Sandri, il fatto che la pistola non fosse di precisione. Infine, secondo l’accusa, se anche il proiettile fosse stato deviato dalla rete che divide le due carreggiate autostradali, tale deviazione fu del tutto irrilevante.

In primo grado Spaccarotella fu condannato a 6 anni di reclusione per omicidio colposo. La procura generale e quella di Arezzo hanno fatto appello chiedendo che venga riconosciuto l’omicidio volontario, e quindi che venga aggravata la pena. In aula sono presenti i familiari di Sandri. Assente l’agente Spaccarotella.

In aula a sostenere l’accusa – su sua richiesta – è Giuseppe Ledda, pm nel processo di primo grado. ”Vogliamo solo verità e giustizia – ha detto Giorgio Sandri, il padre di Gabriele, prima dell’inizio del processo – Oggi mi aspetto di poter dire che sono fiero di essere italiano”. Il difensore di Spaccarotella, l’avvocato Bagattini, ha detto che l’agente ”sta malissimo da un punto di vista psicologico”, aggiungendo che la loro richiesta di appello è mirata ad una riduzione della pena.