Sanità, esenzione ticket over 65 solo per pochi: proposta Regioni

di Redazione Blitz
Pubblicato il 13 Gennaio 2015 19:04 | Ultimo aggiornamento: 13 Gennaio 2015 20:34
Sanità, esenzione ticket over 65 solo per pochi: proposta Regioni

Sanità, esenzione ticket over 65 solo per pochi: proposta Regioni

ROMA – Stop all’esenzione automatica dai ticket al compimento dei 65 anni ed avendo un reddito complessivo non superiore a 36.151,98 euro annui. E’ la proposta delle Regioni in sede di tavolo tecnico in vista della riforma della compartecipazione alla spesa sanitaria, prevista dal Patto per la Salute ed ormai giunta ad una stretta con la proposta definita dai tecnici che ora passerà al vaglio del tavolo politico degli assessori regionali e del ministro della Salute.

La proposta, spiega all’Ansa il coordinatore degli assessori regionali alla Sanità, e assessore in Veneto, Luca Coletto, è quella di togliere l’attuale esenzione dal pagamento dei ticket sanitari al compimento dei 65 anni e prevederla solo per anziani con pensioni sociali, patologie gravi, per chi è disoccupato o per le famiglie numerose. Una proposta che però non mette tutti d’accordo visto che il presidente della Conferenza delle Regioni, Sergio Chiamparino, ne ha preso le distanze.

Le aspettative di vita ”sono aumentate – rileva Coletto – e si va in pensione più tardi; dunque non ha senso dare esenzioni a persone non afflitte da gravi patologie. Al tempo stesso ha più senso prevedere esenzioni per chi è disoccupato o a chi vive con una pensione sociale, o a chi mantiene una famiglia numerosa oppure mantiene la famiglia ed ha uno stipendio basso. Non si toglie nulla a nessuno ma si sposta l’attenzione verso chi ne ha più bisogno. Questa è la proposta messa a punto dalle Regioni, tiene conto delle nuove povertà causate anche dalla lunga crisi. Speriamo – prosegue – di parlarne presto con il ministro della Salute: già venerdì, nel corso dell’incontro previsto al ministero, una informativa sarebbe auspicabile”.

Proprio per venerdì è infatti in calendario un incontro al ministero per rendere concreto il Patto per la salute, con un focus sulla revisione dei ticket. Ad ogni modo, precisa Coletto, ”i nostri sono indirizzi, ma è il ministero della Salute poi a doverli recepire. Per ora non sappiamo cosa ne pensi il ministero”.

Sui ticket, lo stesso ministro della salute, Beatrice Lorenzin, già nei mesi scorsi aveva previsto una revisione della compartecipazione alla spesa sanitaria, e si era a più riprese parlato di una partecipazione alla spesa basata sul reddito. Ed è partendo da tale base che i tecnici hanno lavorato su nuovi indicatori per le esenzioni per reddito e patologia, calibrando una maggiore equità attraverso la differenziazione dei livelli di contribuzione.

Allo studio ci sarebbero anche nuovi ‘ticket sull’inappropriatezza’ (ad esempio ricoveri diurni e ordinari o pronto soccorso) per le prestazioni più a rischio. Fermo restando che è nei poteri delle Regioni di intervenire in autonomia con un aumento dei ticket per mantenere l’equilibrio dei conti, l’obiettivo dichiarato della riforma, quindi, a gettito invariato (2,9 mld di euro nel 2013, ovvero circa 49,8 euro pro capite) è di rimodulare il sistema in un’ottica che guardi più all’equità. Il sistema, in fase di prima applicazione, dovrebbe quindi considerare la condizione reddituale e la composizione del nucleo familiare.

“E’ una posizione personale dell’assessore alla Sanità del Veneto, che non è condivisa da tutti gli assessori e non li rappresenta”: così il presidente della Conferenza delle Regioni, Sergio Chiamparino, sulla proposta  avanzata da Luca Coletto.  “Io non ne so nulla – aggiunge Chiamparino all’ANSA – e non ne abbiamo mai parlato in Conferenza delle Regioni”.