Sanità, in 820 mila verso Lombardia, Emilia e Veneto per curarsi

Pubblicato il 14 Marzo 2012 20:20 | Ultimo aggiornamento: 14 Marzo 2012 21:07

MILANO, 14 MAR – Sono 821.804 gli italiani che nel 2010 hanno lasciato la propria regione di residenza per andare a farsi curare nelle strutture sanitarie, pubbliche e private accreditate, di altre regioni. Quelle con i maggiori tassi di mobilita' interregionale sono state Lombardia, Emilia Romagna, Veneto, Lazio e Piemonte, mentre Calabria, Campania e Sicilia sono quelle da cui sono usciti la maggior parte dei pazienti, con conseguente appesantimento dei loro conti sanitari.

E' quanto emerge dalle tabelle sui saldi di mobilita' interregionale per il riparto delle risorse per il Servizio Sanitario Nazionale per l'anno 2012, approvata dalla Conferenza delle Regioni, e dal rapporto sulle schede di dimissione ospedaliera del ministero della Salute. In particolare i dati mostrano che la Lombardia e' la regione che vanta i maggiori crediti (dalle altre regioni per le prestazioni sanitarie offerte ai loro cittadini ndr), pari a oltre 768 milioni di euro, seguita dall'Emilia Romagna con 555 milioni, il Veneto con 305, il Lazio con 317 milioni e il Piemonte con 224 milioni. Le regioni con un saldo negativo invece, cioe' dove il rapporto tra i debiti da pagare alle altre regioni e i crediti per le prestazioni elargite hanno il segno meno, sono la Campania con -298 milioni, la Calabria con -236 milioni, la Sicilia con -201, la Puglia con -173 e il Lazio con -102.

Una situazione in cui sembra evidente, secondo Francesca Moccia, coordinatrice nazionale del Tribunale dei diritti del malato (Tdm), "che gli abitanti delle regioni del sud devono muoversi anche per fare esami e interventi di routine''. Con un effetto collaterale. ''Le regioni da cui vi e' la maggiore migrazione alimentano la sanita' delle regioni piu' virtuose – continua – ma continueranno ad indebitarsi, senza investire sulla sanita' del loro territorio". Una situazione che desta particolare allarme è quella della Campania, "che registra, come anche emerso dalla relazione del ministro Balduzzi, la maggiore mortalità rispetto alle altre regioni". Qui non solo ci sono problemi di salute per la popolazione, aggiunge, "ma anche sprechi e grande corruzione nel mondo sanitario che sottraggono risorse alla regione. Serve dunque piu' attenzione – conclude Moccia – sulla Campania, cosi' come sulla Calabria".

Secondo Luca Coletto, assessore alla Sanita' del Veneto e coordinatore di tutti gli assessori alla Sanita' nella conferenza della regioni, ''questi dati non mostrano sostanziali differenze con il passato, e sono il risultato di sistemi sanitari piu' efficienti e di una gestione lungimirante che ha reso le proprie strutture piu' attrattive''.

L'anno scorso, nell'ambito della Conferenza degli assessori regionali, ''abbiamo ratificato un accordo per declassificare 108 drg ad alta inappropriatezza. Una decisione – continua – presa anche in solidarieta' con le regioni che subiscono piu' mobilita' passiva, e abbiamo chiesto e ottenuto l'adeguamento Istat per i drg ad alta complessita', anche pediatrici. Tuttavia con questi provvedimenti finora non c'e' stato un grande cambiamento, ma direi piu' un bilanciamento''.