Sanità Lazio, Guardia di Finanza: “Spreco da 243 milioni”

Pubblicato il 22 Marzo 2010 11:20 | Ultimo aggiornamento: 22 Marzo 2010 11:20

Uno spreco da 243 milioni di euro dovuto alla mancata applicazione di una legge. Questa la denuncia della Guardia di Finanza secondo cui la Regione Lazio, negli anni compresi tra il 2004 e il 2008, non ha sfruttato una norma che le avrebbe garantito un maxi risparmio sull’acquisto dei farmaci salvavita.

Le cartelle dell’indagine, oltre 20 pagine, sono già state trasmesse alla Corte dei Conti. La legge ignorata, secondo i finanzieri, è la 405 del 2001, una norma che prevede, per le strutture pubbliche, la possibilità di acquistare i farmaci direttamente dai produttori, tagliando i costi di distribuzione e risparmiando fino al 50%.

La legge è comunemente usata in Regioni come la Toscana, dove la sanità è in pareggio, mentre nel Lazio dove il “buco” ha portato al commissariamento, tra il 2004 e il 2008 si è continuato ad utilizzare il vecchio sistema di acquisto. Risultato, sempre secondo le Fiamme Gialle: nella Asl Roma A il mancato risparmio è stato di 47 milioni, nella Asl Roma B di 44, nella D di circa 39.

Cifre che fanno riflettere perchè proprio la voce “spesa per farmaci” è stata la principale responsabile del buco della sanità laziale.  I dati della Guardia di Finanza riguardano un arco di tempo che copre sia la gestione di Francesco Storace  sia quella dell’ex governatore Piero Marrazzo.