Sanitopoli, difesa: “Ottaviano Del Turco va assolto. Non c’è traccia dei soldi”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 18 Luglio 2013 - 13:53 OLTRE 6 MESI FA
Sanitopoli, difesa: "Ottaviano Del Turco va assolto. Non c'è traccia dei soldi"

Sanitopoli, difesa: “Ottaviano Del Turco va assolto. Non c’è traccia dei soldi” (Foto Lapresse)

PESCARA – Non c’è nessuna traccia delle presunte tangenti ricevute dall’ex governatore dell’Abruzzo, Ottaviano Del Turco, a processo per lo scandalo Sanitopoli. E’ la tesi sostenuta dall’avvocato Giandomenico Caiazza, nella sua arringa finale, che proprio per assenza di prove chiede un’assoluzione con formula piena ”perché il fatto non sussiste”.

La sentenza è prevista per sabato 20 luglio. La difesa sostiene che “non c’è la traccia di un solo euro. E’ un processo fondato sulle assurdità impossibili da affermare come fatti ragionevoli” ha detto Caiazza ”Non c’è nulla di nulla. Non ci sono riscontri” a quanto dichiarato dall’ex patron di Villa Pini, Vincenzo Maria Angelini.

”La vita di Del Turco non si è modificata, ma è rimasta immutata nella sua sobrietà e semplicità”. Per il legale, ”la verità è raccontata già dagli atti del processo, non dobbiamo convincere nessuno. La nostra pena – ha proseguito – l’abbiamo già subita. Le nostre vite sono state stravolte da questa vicenda”.

Invenzione è pure la presunta tangente ”delle mele” che l’ex patron di Villa Pini avrebbe consegnato a Del Turco il 2 novembre 2007, a Collelongo (L’Aquila). L’avvocato ha definito ”assurdità” quanto raccontato da Angelini, aggiungendo che tutta la vicenda ”è prova di uno scienziato della calunnia materiale, di una mente visionaria”. Riguardo alle foto relative all’episodio, ha sottolineato che l’imprenditore volutamente ”sceglie di non documentare la dazione, lasciando invece indizi da cui si dovrebbe presumere che è avvenuta”.

Per l’avvocato, inoltre, non esiste una sola immagine che ritragga una persona identificabile. Parlando della busta di mele con cui Angelini esce da casa Del Turco, il legale di Del Turco ha parlato di ”film di un calunniatore di professione”.

Secondo l’accusa, l’ex governatore avrebbe intascato da Angelini 5 milioni e 500 mila euro insieme con l’ex segretario generale dell’Ufficio di presidenza della Regione, Lamberto Quarta e all’ex capogruppo del Pd, Camillo Cesarone. Per Del Turco, al termine della requisitoria, la procura ha chiesto 12 anni di reclusione.