Sanitopoli: sequestrato il tesoro nascosto di Angelini

Pubblicato il 4 Marzo 2010 8:58 | Ultimo aggiornamento: 4 Marzo 2010 9:00

Stava scappando col tesoro Vincenzo Angelini: solo a causa del gran fracasso di furgoni in manovra e saracinesche che sbattevano i residenti di Chieti hanno impedito il concretizzarsi della fuga.

Così è scattato il sequestro dei beni per Angelini nella sua casa di Viale Europa a Chieti, disposto dalla Procura e dal tribunale fallimentare di Chieti. Al patron del gruppo sanitario Villa Pini, protagonista con le sue dichiarazioni della sanitopoli (tangenti e bancarotta) che nel 2008 ha decapitato la Giunta Del Turco, le forze dell’ordine hanno portato via casse di beni da un magazzino attiguo all’appartamento. Il sequestro riguarda una ingente quantità di beni preziosi, quadri e altri valori custoditi in casse di cartone nel magazzino. Un vero e proprio tesoro.

Un tesoro che Vincenzo Angelini stava per portare via. Una montagna di oggetti di valore che ha lasciato stupefatti anche gli uomini della finanza che si sono trovati inaspettatamente davanti a quadri di grande valore, tappeti preziosi, monili d’oro, mobili finemente intarsiati, porcellane, capi d’abbigliamento. «Tanta, ma tanta roba, tutta ammucchiata però», dice un giovane finanziare in borghese.

Il rinvenimento è stato rocambolesco. Tutto inizia alla prime luci dell’alba di mercoledì quando alcuni residenti notano un insolito movimento di furgoni. Rumori di accelerazioni in retromarcia, frenate brusche, un fracasso di saracinesche di ferro. Cosa mai poteva esserci in quel vecchio deposito della Fiat? Qualcuno ipotizza un furto e poco dopo arriva una pattuglia dei carabinieri. Furgoni bloccati, perquisiti e subito balza la sorpresa. Gli automezzi sono carichi di oggetti d’arte e beni preziosi. Nella rimessa accatastati ancora tante altre cose di valore.

Arrivano quindi i finanzieri, arrivano anche fotografi e giornalisti che non sono troppo bene accolti. Dopo alcuni chiarimenti la cosa si risolve bene. Dentro la rimessa c’è il tesoro sfuggito alla procura della Repubblica di Chieti che ha indagato Angelini per bancarotta. Eppure il deposito era proprio sotto le abitazioni in viale Europa dell’imprenditore della sanità.

Alle 10.30 arriva Angelini, si mostra attento alle fasi dell’operazione di scarico dei furgoni. La merce torna dove stava. L’imprenditore siede tranquillo su un divanetto. Gli mostrano l’ordinanza del sequestro, lo legge e non fa una piega. Ancora un’altra brutta giornata per il patron della sanità privata abruzzese dopo quella del 17 febbraio quando il Tribunale di Chieti dichiarò fallito il suo gruppo sanitario.

Intanto è stata fissata per il 12 maggio prossimo, al Tribunale di Pescara, l’udienza preliminare sulle presunte tangenti nel mondo della sanità abruzzese, che il 14 luglio del 2008 portò all’arresto, tra gli altri, dell’ex governatore della Regione Ottaviano Del Turco e di alcuni assessori regionali. Il gup è Angelo Zaccagnini.

Ad accusare Del Turco fu lo stesso titolare della clinica Villa Pini di Chieti, Vincenzo Angelini, che rivelò ai magistrati di aver pagato tangenti per un totale di circa 15 milioni di euro ad alcuni amministratori regionali in cambio di favori.