Cronaca Italia

Sanremo, furbetto del cartellino: in malattia lavorava al mercato

Sanremo-furbetto-cartellino

Sanremo, furbetto del cartellino: in malattia lavorava al mercato

SANREMO (IMPERIA) – Ufficialmente era malato, in realtà lavorava al mercato per arrotondare. I vigili lo hanno sorpreso mentre lavorava nel banco di frutta e verdura di un amico, al mercato annonario, lo stesso dove aveva prestato servizio come addetto al controllo merci prima di ricevere un altro incarico.

Aiutava il commerciante al mattino presto, o a fine turno, solo che lo faceva anche quando avrebbe dovuto essere in malattia, seppure fuori dalla fascia oraria riservata alle visite mediche. Le conseguenze di questo comportamento sono state immediate: avvio di un procedimento disciplinare da parte del Comune e segnalazione alla Procura della Repubblica perché vengano valutati eventuali illeciti penali.

La storia è raccontata dalle cronache locali di Stampa e Secolo XIX. Protagonista del caso è un dipendente del Comune di Sanremo di 57 anni, già coinvolto nell’inchiesta della Procura sui “furbetti” del cartellino, cosiddetta Stakanov: è uno dei 75 dipendenti indagati a piede libero.

Ora, alla pari degli altri colleghi, attende di conoscere il suo destino giudiziario, ossia se per lui verrà chiesto il processo oppure l’archiviazione. Sotto il profilo amministrativo, invece, l’ufficio procedimento disciplinari aveva punito il dipendente con una sospensione di 25 giorni.

Adesso la nuova contestazione riguarda l’aver svolto un’altra attività senza aver chiesto l’autorizzazione al Comune. Il procedimento disciplinare dovrà stabilire quanto fosse regolare l’impegno del dipendente, ossia se si possa parlare di secondo lavoro. Poi c’è la questione di essere stato trovato al banco del mercato nei giorni in cui era assente dal lavoro per malattia e capire, visto che c’era fuori dalle fasce orarie del controllo, se la malattia poteva permettergli di sollevare cassette di frutta e verdura. Se così non fosse per l’uomo potrebbe scattare un’indagine con l’ipotesi di reato di truffa ai danni dello Stato.

To Top