Sanremo: poliziotto massacrato a calci e pugni in faccia

di Redazione Blitz
Pubblicato il 6 Novembre 2015 8:41 | Ultimo aggiornamento: 6 Novembre 2015 8:41
Sanremo: poliziotto massacrato a calci e pugni in faccia

Foto d’archivio

SANREMO – Un poliziotto massacrato a calci e pugni. Era intervenuto per fare da paciere ad una lite scoppiata nella notte tra giovedì e venerdì a Sanremo, sul lungomare Argentina. L’agente, di 39 anni, è stato massacrato con numerosi pugni e calci al volto. La prognosi è di 30 giorni, ma ha riportato anche la rottura di diversi denti alle arcate inferiori e superiori oltre a gravi lesioni su tutto il viso e all’orecchio.

La storia viene riportata da Patrizia Mazzarello sul Secolo XIX:

Ad aggredirlo, in modo tanto violento quanto assurdo, secondo quanto ricostruito dagli uomini del commissariato di Ventimiglia grazie anche alle telecamere della discoteca Kursaal, locale dal quale il gruppo di contendenti era appena uscito, è stato il ventimigliese Daniele Gentile, 29 anni, già drammaticamente noto a polizia e carabinieri. Fuggito dopo il feroce pestaggio, continuato con calci al viso mentre l’assistente capo della polizia era ancora a terra, l’uomo è stato rintracciato diverse ore dopo e arrestato con l’accusa di violenza e lesioni gravissime. Aggravate anche dalla futilità dei motivi.

Cosa è accaduto? I testimoni, divisi su altri particolari, su una cosa sono concordi. Il poliziotto è intervenuto cercando di calmare gli animi. E, soprattutto, tentando di impedire che la situazione degenerasse: «Avete da accendere? Non sarebbe meglio piantarla lì?», avrebbe ribadito, per stemperare la situazione. Ma anziché calmarsi, i contendenti hanno alzato la voce. Solo a questo punto il poliziotto avrebbe rivelato la sua identità e messo le mani in tasca per mostrare il tesserino.

Non ha fatto in tempo. Da dietro le spalle, secondo quanto raccontato anche dagli amici della vittima, rimasti impotenti qualche metro più in là, gli è arrivato un violentissimo colpo all’orecchio, sferrato da Gentile forse con un tirapugni, che gli ha fatto perdere conoscenza. Poi, quando era a terra, lo stesso ventimigliese, come una furia, gli ha sferrato diversi calci in bocca, lasciandolo esanime a terra, pieno di sangue.