Sanremo. “Sindaco Zoccarato ha preso a calci clochard”. Lui: “L’ho allontanato”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 24 Luglio 2013 11:19 | Ultimo aggiornamento: 24 Luglio 2013 11:19
Sanremo. "Sindaco Zoccarato ha preso a calci clochard". Lui: "L'ho allontanato"

Sanremo. “Sindaco Zoccarato ha preso a calci clochard”. Lui: “L’ho allontanato”

SANREMO – “Il sindaco di Sanremo ha preso a calci un clochard“. Maurizio Zoccarato, sindaco ed esponente del Pdl, è stato accusato dal consigliere comunale Leandro Faraldi e da alcuni militanti del Pd di aver preso a calci un mendicante seduto in strada. L’accusa arriva da Facebook e l’opinione pubblica di Sanremo si è divisa sul gesto. Un gesto definito più di disprezzo che di violenza, ma che divide chi lo condanna da chi, esasperato dai numero di mendicanti che si aggirano per le centrali vie della città, si è espresso a sostegno del sindaco Zoccarato.

Prima il consigliere Faraldi ha raccontato su Facebook quanto accaduto, poi un militante del Pd ha fatto nome e cognome del sindaco di Sanremo. L’episodio ridale a domenica scorsa e per Faraldi si tratta di un “gesto gratuito”:

“Il gesto è stato totalmente gratuito visto che il clochard si era già alzato e se ne stava andando”.

Zoccarato ha replicato:

”Ma quale calcio, ho solo voluto allontanare, con toni decisi, uno zingaro che chiedeva l’elemosina col cane, in via Matteotti. Gli ho fatto cenno col piede di portarsi via anche il cartoncino che aveva di fronte e i miei oppositori politici hanno subito colto l’occasione per strumentalizzare l’accaduto”.

Il sindaco di Sanremo ha poi raccontato la sua versione dei fatti:

“Quella persona è sempre lì, sabato sera, quando l’ho vista, ho chiamato i vigili perché la allontanassero. Io ho osservato la scena a qualche metro di distanza: quando gli agenti sono arrivati e gli hanno parlato, si è alzato e ha fatto solo qualche metro, giusto il tempo perché i vigili fossero lontani, ed è tornato al suo posto come se nulla fosse. Allora sono intervenuto io. Gli ho detto di andare via, che lì non ci doveva stare, e quando mi ha risposto “sì, sì, me ne vado, sorridendo”, ho capito che avrebbe fatto di nuovo la stessa cosa: quando avessi girato l’angolo, sarebbe tornato. Ammetto di avere usato toni duri, ma non l’ho colpito, tantomeno gli ho dato un calcio. Ho invece spostato con il piede il suo cestinetto per l’elemosina”.