Firenze, ristoratore si uccide nel suo locale in crisi per il Covid

di Redazione Blitz
Pubblicato il 24 Agosto 2020 18:26 | Ultimo aggiornamento: 24 Agosto 2020 19:20
"Non mi devi servire perché sei nero". Cameriere umiliato a San Benedetto del Tronto (Ascoli)

“Non mi devi servire perché sei nero”. Cameriere umiliato a San Benedetto del Tronto (Foto d’archivio Ansa)

Aveva 44 anni ed era padre di due figlie. Un ristoratore fiorentino, Luca Vanni, si è ucciso nel suo ristorante in piazza Santa Croce.

Un ristoratore si è tolto la vita sabato pomeriggio, 22 agosto, nel suo locale, che sorge nella zona di Santa Croce, in pieno centro a Firenze. L’uomo, 44 anni, sposato e padre di due figli, non ha lasciato spiegazioni del suo gesto. Ma per i conoscenti, le ragioni sono da attribuire al calo del lavoro derivato dall’emergenza Covid e al timore di non poter più sostenere l’investimento fatto per l’acquisto del fondo in cui ha sede il locale, un esercizio storico fiorentino.

In particolare, il ristorante del 44enne suicida – attività gestita con il fratello – sorge in una zona a forte attrazione turistica che ancora soffre l’assenza del turismo. La polizia è intervenuta dopo la segnalazione del decesso: sono stati i dipendenti, che avevano lavorato con lui all’ora di pranzo, a trovare il corpo nel locale quando sono rientrati per il servizio serale. La procura di Firenze sta svolgendo accertamenti. 

Il fratello: “Lo tormentava il futuro, non i debiti”

“Il problema non era pagare i debiti perché quando uno fa un investimento e cerca di ampliare l’azienda e di stare meglio non è questo il problema. Il problema è l’incertezza del futuro: non davano la certezza, si parlava di una nuova chiusura, di un nuovo lockdown, è questo che ha reso la persona fragile, mio fratello fragile”. Così Marco Vanni, ai microfoni dell’emittente Italia 7, parla del suicidio del fratello Luca.

“L’azienda era sanissima, un mese e mezzo prima del lockdown era stato acquistato il fondo da mio fratello con un leasing aziendale – ha detto -. Ma poi il problema è stato l’incertezza del futuro, l’azienda c’è dal 1987, da 40 anni si era abituati a pagare tutti, a pagare i debiti, ad essere regolari, ma se poi ti dicono ‘chiudete, prendete un prestito e cavatevela da soli’, bene questa cosa ha tormentato, reso fragile una persona che non è abituata a fare debiti”.

Il sindaco di Firenze incontra il fratello del ristoratore

Il sindaco di Firenze Dario Nardella assieme all’assessore allo sviluppo economico Federico Gianassi, hnno incontrato il fratello del ristoratore suicida.

“Sono sgomento e addolorato per la scomparsa del nostro concittadino che a 44 anni si è tolto la vita – ha scritto Nardella sui social -. Ora più che mai dobbiamo essere uniti e solidali, vicini ai nostri cittadini, a partire dai lavoratori e dagli imprenditori della nostra comunità. È il momento del silenzio, del raccoglimento e del rispetto per il dolore dei familiari dell’uomo, come richiesto da loro stessi“.

“In questo momento vogliamo ribadire la volontà di stare vicini – sostiene il sindaco – a chi si sente solo e fragile in una fase economicamente e socialmente molto delicato e piena di incertezze. E’ la solitudine la prima avversaria di tanti imprenditori in un momento di difficoltà come questo”.

“Mi auguro sinceramente che non venga fatta nessuna strumentalizzazione di questa drammatica storia – aggiunge -. In settimana parleremo con le associazioni di categoria, ogni iniziativa pubblica e istituzionale legata alla scomparsa del giovane imprenditore sarà anzitutto condivisa con i familiari e con loro”. (fonti AGI, ANSA)