Santa Sofia d’Epiro, 17 cani uccisi in poche ore: “Sono stati avvelenati”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 22 marzo 2018 18:20 | Ultimo aggiornamento: 22 marzo 2018 18:20
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Santa Sofia d’Epiro, 17 cani uccisi in poche ore: “Sono stati avvelenati”

COSENZA – Diciassette cani, 12 dei quali cuccioli, sono stati trovati morti, per avvelenamento, a Santa Sofia d’Epiro, in provincia di Cosenza.

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Qualcuno senza scrupoli infatti si è divertito a sparpagliare bocconi avvelenati per le strade del paese con l’intento di uccidere quanti più animali possibili. A denunciare l’accaduto è stata la sezione locale dell’Oipa (Organizzazione Internazionale Protezione Animali) che ha immediatamente intrapreso procedure legali presentando anche una denuncia alla procura della Repubblica che quindi ha aperto un fascicolo.

I decessi sono avvenuti sabato scorso sia in proprietà private, sia sul territorio pubblico e non si esclude che in strada possano esserci altri bocconi avvelenati e per questo l’Oipa ha richiesto al Comune, alla Prefettura e all’Azienda sanitaria provinciale la bonifica del territorio.

Altri casi sarebbero avvenuti nei giorni scorsi ma fortunatamente senza altre vittime tra gli animali. Del caso si stanno occupando ora  i carabinieri ipotizzando il reato di crudeltà e uccisione di animali.

Al momento si attendono  gli esami tossicologici inviati all’istituto di zooprofilassi per capire il tipo di veleno utilizzato per compiere la strage di cani ma i bocconi avvelenati poterebbero comunque esser un pericolo anche per le persone e i particolare  per i bambini.

Per questo l’Opia a chiesto aiuto alla cittadinanza locale invitando tutti ad aiutare gli inquirenti segnalando eventuali movimenti anomali in paese.

“Si chiede ai cittadini del comune di Santa Sofia di voler riferire e informare qualsiasi situazione utile alle indagini degli inquirenti oltre al nucleo di GEZ OIPA.  Facciamo appello alla coscienza di tutti, animalisti e non, affinché cessino questi atti barbari ed efferati nei confronti di povere anime indifese”  si legge nel comunicato.