Priore dice no alle cosche in processione: spari contro la sua abitazione e rito annullato

Pubblicato il 5 Aprile 2010 15:26 | Ultimo aggiornamento: 5 Aprile 2010 18:15

Processione di Pasqua

Il priore si è azzardato a dire “no” alle cosche durante la processione di Pasqua e la ‘ndrangheta ha risposto con le armi, aprendo il fuoco contro la sua abitazione e provocando la sospensione del rito. È accaduto a Sant’Onofrio, nel Vibonese, e protagonista della vicenda è stato il priore della confraternita locale che nel giorno di Pasqua organizza il rito dell’«Affruntata», manifestazione durante la quale tre statue raffiguranti Maria Addolorata, Gesù e San Giovanni vengono trasportate a spalla, da quattro portatori per statua, per simboleggiare l’incontro dopo la resurrezione di Cristo.

L’intimidazione è stata compiuta nella serata di sabato 3 aprile ai danni del presule della confraternita del Santissimo Rosario, Michele Virdò. Ignoti hanno sparato due colpi di pistola contro il cancello esterno dell’abitazione dell’uomo. In seguito all’intimidazione, il parroco, sentito il vescovo Luigi Renzo, e d’accordo con i carabinieri, ha deciso di sospendere la manifestazione che potrebbe svolgersi domenica prossima.

In passato, secondo quanto è emerso anche da alcune inchieste giudiziarie, pregiudicati ed esponenti della ‘ndrangheta erano soliti portare a spalla una delle statue come segno di visibilità e di forza nei confronti della cittadinanza. Una pratica fortemente osteggiata da mons. Renzo, che con una direttiva a tutte le parrocchie della Diocesi ha invitato ad una maggiore prudenza nella scelta dei figuranti. Cosa che quest’anno, a Sant’Onofrio, è avvenuta.

Una delle ipotesi su cui stanno lavorando i carabinieri è che l’esclusione dalla manifestazione possa avere spinto qualcuno a «reagire», sparando contro il cancello del priore della Confraternita che organizza l«’Affruntata».

Il Comune di Sant’Onofrio, proprio per infiltrazioni magiose, è stato sciolto nell’aprile dello scorso anno. Da allora il Comune è retto da una commissione straordinaria che è stata informata di quanto accaduto e della sospensione della manifestazione. Nella zona di Sant’Onofrio, una delle cosche più potenti è quella dei Bonavota contro la quale sono state condotte diverse operazioni da parte delle forze dell’ordine, con numerosi arresti. Un mese fa, la guardia di finanza ha sequestrato beni per 4,5 milioni di euro ad uno dei presunti elementi di spicco della cosca.