Sara Capatti, allergica a tutto ciò che è chimico: “In montagna sono rinata”

di redazione Blitz
Pubblicato il 14 gennaio 2014 17:05 | Ultimo aggiornamento: 14 gennaio 2014 17:05
Sara Capatti (Foto Facebook)

Sara Capatti (Foto Facebook)

BOLZANO – Sara Capatti ha 34 anni e convive con la Multiple Chemical Sensitivity, una forma di allergia a tutto ciò che è chimico. La sua vita a Calusco d’Adda, suo paese d’origine, era impossibile. Ha ricominciato a vivere a San Candido, località di montagna in provincia di Bolzano. La sua malattia le impedisce di avere a che fare con sostanze chimiche, detersivi, shampoo, anche solo il traffico del suo paese era un problema. Problemi a dormire, a mangiare, una vita infernale.

Poi, grazie all’appello dell’Eco di Bergamo, Sara ottiene di passare 3 settimane a San Candido, le spese sono state coperte da un’associazione, dal suo Comune e dal residence in cui ha alloggiato. La sua vita è talmente migliorata che potrà vivere un anno a San Candido grazie ad alcuni contributi. All’Eco di Bergamo Sara ricorda la sua vecchia vita:

A Calusco stavo sempre male, avevo costantemente un forte mal di testa, mi addormentavo col dolore e mi svegliavo nel dolore: vomito e reflusso. I linfonodi del collo erano cosi gonfi che facevo fatica a bere e a mangiare; il mio pasto consisteva in una minestra di verdura (carote patate e zucchine) oppure un brodino di pollo una volta al giorno. Dormivo al massimo tre o quattro ore per notte, avevo dolori al fegato e ultimamente iniziavano a venirmi forti dolori anche all’intestino. Quello che però mi spaventava di più era la costante asma, facendo fatica a respirare; non riuscivo a stare fuori dal letto se non per pochi minuti, mi sentivo debole e spossata.

Qui faccio una vita dignitosa e miglioro se pur lentamente tutti i giorni. Vorrei recuperare la mia indipendenza, riprendere a mangiare in modo normale, poter uscire senza mascherina e se pur non potendo più fare il mio lavoro di parrucchiera, spero un giorno di poter fare qualcos’altro. Ho davanti un anno e mi auguro che sia ancora un anno in meglio, come è stato il 2013. Dopo che ho cominciato a venire qui a San Candido, a stare meglio e condiviso la mia storia, molti altri malati hanno seguito il mio esempio e sono venuti qui.