Sara Rodighiero, pallavolista, uccisa da un tumore alla ossa a 13 anni

di redazione Blitz
Pubblicato il 30 luglio 2018 13:35 | Ultimo aggiornamento: 30 luglio 2018 13:35
Sara Rodighiero, pallavolista, uccisa da un tumore alla ossa a 13 anni

Sara Rodighiero, pallavolista, uccisa da un tumore alla ossa a 13 anni

PADOVA – Uccisa da un tumore alle ossa a soli 13 anni: Sara Rodighiero è morta così. La ragazza era pallavolista della società sportiva Real Padova Asd.  [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play] Ed è stata la stessa società a dare l’annuncio, affidando ai social network l’addio alla sua giovanissima giocatrice.

“Giovedì sera ci ha lasciati Sara Rodighiero, atleta della nostra squadra under 13 femminile di pallavolo. Purtroppo ha perso la partita contro la malattia che l’aveva colpita la scorsa estate”, ha scritto la società su Facebook, ricordandola sempre piena di vita, entusiasta e sorridente.

Stretti nel loro dolore, i genitori, il fratello Luca, la sorella Lucia, che sull’epigrafe hanno scritto: “Dal 26 luglio splende una nuova stella nel cielo, la sua vita resterà sempre dentro di noi e ci accompagnerà”.

Ad uccidere Sara, ricorda Il Gazzettino, è stato un osteosarcoma, tumore maligno che origina dal tessuto mesenchimale primitivo ed è caratterizzato dalla produzione di tessuto osseo immaturo da parte delle cellule neoplastiche. In Italia i tumori maligni dell’osso sono 500 ogni anno, e uno su quattro è rappresentato da osteosarcomi, quindi 110-125 casi all’anno, secondo i dati dell’Associazione italiana ricerca sul cancro (Airc).

La forma che aveva colpito Sara era molto grave. La giovane era in cura presso la Clinica di oncoematologia pediatrica dell’Azienda ospedaliera, ma purtroppo non c’è stato nulla da fare. I ragazzi tra i dieci e i vent’anni sono i più colpiti proprio dai tumori maligni all’osso.

Come per la maggior parte dei tumori, anche per l’osteosarcoma la probabilità di guarigione dipende da diversi fattori quali l’aggressività, lo stadio della malattia e la possibilità di asportare completamente il tumore con l’intervento chirurgico. Ma di fronte alla malignità della malattia di Sara i medici del Centro padovano, tra i migliori d’Italia secondo Il Gazzettino, si sono dovuti arrendere.