Sarah Scazzi, 12 indagati per aver mentito ai pm: c’è anche Ivano Russo

di Redazione Blitz
Pubblicato il 5 Maggio 2015 14:21 | Ultimo aggiornamento: 5 Maggio 2015 14:21
Sarah Scazzi, 12 indagati per aver mentito ai pm: c'è anche Ivano Russo

Sarah Scazzi

TARANTO – Chiusa l‘inchiesta Scazzi-bis sulle testimonianze sull’omicidio della quindicenne di Avetrana. La Procura di Taranto ha notificato dodici avvisi di conclusione delle indagini a quanti erano a conoscenza di fatti sull’assassinio e hanno taciuto o hanno detto il falso durante gli interrogatori o in Corte d’Assisse. 

Tra i dodici indagati c’è Ivano Russo, il giovane con il quale Sabrina Misseri aveva una relazione. E’ accusato di aver dato false informazioni al pm e di aver reso falsa testimonianza alla Corte d’assise su come trascorse il giorno dell’omicidio di Sarah, il 26 agosto 2010. Stessi reati sono addebitati alla madre del giovane, Elena Baldari, al fratello Claudio e all’allora fidanzata Antonietta Genovino. Nei confronti di Michele Misseri, zio della vittima, l’accusa è di autocalunnia per essersi autoaccusato dell’assassinio pur sapendosi innocente.

Gli altri indagati sono un nipote di Michele, Maurizio Misseri, e sua madre Anna Lucia Pichierri; Alessio Pisello, amico di Ivano e Sabrina; Anna Scredo, cognata del fioraio Giovanni Buccolieri, autore del sogno sul sequestro di Sarah; Dora Serrano (sorella di Concetta e Cosima, la quale risponde anche di calunnia contro i carabinieri per essersi inventata le molestie subite da Michele Misseri quando era minorenne) e suo fratello Giuseppe (anche calunnia contro i carabinieri).

Per l’omicidio di Sarah Scazzi sono state condannate all’ergastolo in primo grado la zia e la cugina, Cosima Serrano e Sabrina Misseri. Lo zio Michele Misseri è stato condannato ad otto anni di pena per aver soppresso il cadavere della nipote fatto ritrovare in un pozzo in contrada Mosca il 7 ottobre del 2010. A Taranto è in corso il processo d’appello.