Sarah. Chi nascose il corpo? Niente prove contro zio e cugino di Sabrina

Pubblicato il 22 Settembre 2011 10:48 | Ultimo aggiornamento: 22 Settembre 2011 11:07

ROMA, 22 SET – La Cassazione ha respinto il ricorso con il quale la Procura di Taranto chiedeva nuovamente l’arresto di Carmine Misseri e di Cosimo Cosma, rispettivamente zio e cugino di Sabrina Misseri, accusati di aver ”soppresso il cadavere” di Sarah Scazzi, la ragazzina uccisa ad Avetrana nell’agosto 2010.

La Cassazione, inoltre, ha accolto il ricorso con il quale i legali di Carmine Misseri e di Cosimo Cosma sostenevano la mancanza di indizi di colpevolezza a loro carico.

Adesso il tribunale del Riesame di Taranto dovra’ riesaminare la posizione dei due indagati. In particolare la Prima sezione penale della Cassazione ha dichiarato ”inammissibile” il ricorso della Procura per il ripristino della carcerazione, e ha ”annullato con rinvio” la parte dell’ordinanza con la quale il tribunale del Riesame di Taranto, lo scorso 23 marzo, aveva confermato la sussistenza dei ”gravi indizi” di colpevolezza nella soppressione del cadavere di Sarah Scazzi, gettato in un pozzo cisterna.

Ieri la Procura della Cassazione aveva chiesto di dichiarare l’inammissibilita’ sia del ricorso della Procura sia di quello della difesa.

”Accolgo con la dovuta cautela la decisione della Cassazione in attesa di conoscere le motivazioni della sentenza: tuttavia è un successo che sia stato respinto il ricorso della procura, quanto al ricorso di noi difensori e’ evidente che la Cassazione ha trovato fondati gli argomenti che evidenziavano la mancanza di indizi”. Cosi’ l’avvocato Raffaele Missere difensore di Cosimo Cosma, il cugino di Sabrina indiziato di soppressione di cadavere insieme allo zio Carmine Misseri, ha commentato la decisione della Suprema Corte. Ieri Missere, insieme all’avvocato Lorenzo Bullo, aveva discusso il ricorso a porte chiuse davanti alla Prima sezione penale della Cassazione.