Scazzi, mamma Concetta: “Zio Michele mi dica la verità su Sarah”

Pubblicato il 26 Agosto 2011 9:32 | Ultimo aggiornamento: 26 Agosto 2011 9:48

Concetta Serrano (Foto LaPresse)

AVETRANA (TARANTO) – Pronta ad incontrare il cognato Michele Misseri a patto che racconti la verità. Ad un anno dell’omicidio della propria figlia, la quindicenne Sarah Scazzi, Concetta Serrano racconta a Repubblica quello che si attende, e soprattutto quello che non si attende, dal processo che il 29 agosto vedrà l’udienza preliminare in cui compariranno davanti ai giudici Cosima Serrano, sorella di Concetta, e Sabrina Misseri, nipote di Concetta e cugina di Sarah.

“Ne sono convinta, la giustizia umana non la prevede la pena adeguata per scontare una colpa così grave. Neanche la pena capitale basterebbe. Perché se Sabrina pagasse con la vita quello che ha fatto questo non potrebbe restituirmi la mia Sarah, dice a Repubblica.  Sono certa, però, che chi ha assassinato Sarah sarà punita dalla giustizia divina”.

“Quella gente è stata in grado di calpestare sentimenti nobili. Mia figlia li amava e loro l’hanno ripagata uccidendola”, dice riguardo alla famiglia Misseri. E su sua sorella Cosima: “Le avevo affidato con fiducia la mia bambina. E nella sua casa è stata uccisa senza pietà”.

Anche se attende la giustizia celeste, Concetta annuncia che seguirà il processo: “Deve portare a galla tutta la verità. Davanti ai giudici verranno accertate le colpe di ognuno di loro. Ed io voglio sapere tutta la verità sulla morte di mia figlia”.

Non ha paura di guardare negli occhi gli assassini di sua figlia: “Oramai ho imparato a conoscerli, insieme alle loro bugie. Penso che si può essere falsi ed ipocriti in maniera davvero spregevole”.

Riguardo poi ai tanti attestati di solidarietà ricevuti dalla gente comune, che non conosceva personalmente Sarah né la famiglia Scazzi, Concetta è chiara: “Temo che molte persone siano spinte solo dalla volontà di mettersi in evidenza. Il dolore di Sarah lo portiamo noi nel cuore. Noi che sentiamo ogni giorno il peso della sua mancanza”.