Sarah Scazzi, il processo inizia il 10: 50 gli accrediti stampa

Pubblicato il 3 Gennaio 2012 17:38 | Ultimo aggiornamento: 3 Gennaio 2012 18:24

TARANTO, 3 GEN – Sono poco piu' di 50 gli operatori dell'informazione – tra giornalisti, cameramen e fotografi – che hanno chiesto fino ad oggi alla presidenza del Tribunale di Taranto di essere accreditati per seguire in aula il processo per l'uccisione di Sarah Scazzi, che comincera' il 10 gennaio prossimo. Appartengono a 21 testate, 12 delle quali tra agenzie e carta stampata e nove televisive.

Oggi il presidente del Tribunale di Taranto, Antonio Morelli, ha tenuto nel Palazzo di giustizia una riunione con i rappresentanti delle varie testate. Nell'aula Alessandrini, dove si celebrera' il processo, prenderanno posto una trentina di giornalisti, uno per testata; gli altri 30 posti a sedere, cosi' come lo spazio situato subito dopo l'ingresso centrale dell'aula, saranno riservati al pubblico, comprendendo anche i famigliari degli imputati. In un maxi-corridoio di fronte all'aula Alessandrini sara' allestita una sala stampa con uno schermo sul quale saranno riversate le immagini in diretta provenienti dalle telecamere di 'Un giorno in pretura', che registrera' l'intero processo. Saranno queste le sole telecamere in aula: dovrebbero fornire il segnale audio-video anche a tutte le altre emittenti televisive.

Il processo per l'uccisione di Sarah Scazzi, compiuta ad Avetrana (Taranto) il 26 agosto 2010, vedra' alla sbarra nove imputati. A rispondere, in concorso tra loro, di omicidio volontario, sequestro di persona e soppressione di cadavere saranno Cosima Serrano e Sabrina Misseri, zia e cugina di Sarah, entrambe detenute. Michele Misseri, marito di Cosima e papa' di Sabrina, e perno dell'inchiesta, e' accusato di concorso in soppressione di cadavere insieme con Cosima e sabrina e con altri due famigliari, il fratello Carmine e il nipote Cosimo Cosma. Per questi ultimi due, nei giorni scorsi, la Cassazione ha ribadito pero' la mancanza di gravi indizi di colpevolezza, rinviando ad una nuova valutazione del tribunale di Taranto.