Sarah Scazzi. Oltre al cellulare Michele Misseri voleva attirare l’attenzione

Pubblicato il 14 Novembre 2010 18:34 | Ultimo aggiornamento: 14 Novembre 2010 18:43

Michele Misseri, oltre che a consegnare il 29 settembre ai carabinieri il telefonino di Sarah Scazzi fingendo di averlo trovato casualmente in campagna, avrebbe tentato in altri modi di far cadere su di lui l’attenzione degli investigatori per far capire che sapeva quale sorte fosse toccata alla nipote. E’ quanto emerge dall’ultimo interrogatorio di Misseri, il 5 novembre scorso.

Il 28 settembre l’uomo venne sentito per la prima volta dai carabinieri sulla scomparsa di Sarah e disse di averla cercata in contrada Mosca, cioè là dove l’aveva in realtà seppellita, mentre le ricerche erano orientate ad Avetrana e sulla litoranea. ”Conosco i particolari – disse – perchè quelli sono terreni miei”. E aggiunse ”come ho trovato il cellulare così troverò pure Sarah”.

Qualche giorno dopo, alla moglie Cosima che indicava la pista di San Pancrazio Salentino (Brindisi) dove risiedono alcuni parenti di Sarah, Michele rispose indirettamente a verbale davanti al pm: ”No, Mimi’, la pista non ci sta nè a San Pancrazio nè a Torricella, la pista sta ad Avetrana”. ”Quasi volevo dire – spiega il contadino – io sono andato a portarla nel pozzo”.