Sarah Scazzi, pm: “Michele Misseri aiutato dal nipote a disfarsi del cadavere”

Pubblicato il 5 Marzo 2013 14:50 | Ultimo aggiornamento: 5 Marzo 2013 14:51
Sarah Scazzi

Sarah Scazzi

TARANTO – Michele Misseri fu aiutato dal nipote a sbarazzarsi del corpo di Sarah Scazzi, la quindicenne strangolata ad Avetrana il 26 agosto del 2010. Lo ha spiegato nella lunga requisitoria del processo il pubblico ministero Mariano Buccoliero. Dopo essersi lungamente occupato delle posizioni dei principali imputati, Cosima Serrano e Sabrina Misseri, accusate di omicidio e sequestro di persona e Michele Misseri, accusato di soppressione di cadavere, il pm si sta occupando di Carmine Misseri e Cosimo Cosma, fratello e cugino di Michele Misseri, accusati di aver aiutato Michele a far sparire il corpo della nipote dopo il delitto, spartendosi compiti ben precisi.

Secondo il pm Michele Misseri non può aver agito da solo: in venti minuti avrebbe spogliato il corpo senza vita della nipote, ripulito la zona del pozzo, aperto l’ingresso che era coperto da un masso, calato il cadavere dopo due tentativi andati a vuoto e dato fuoco allo zaino ed ai vestiti della nipote. Per sostenere la complicità di Cosma e Carmine Misseri, il pm ha portato in aula intercettazioni telefoniche ed ambientali, dichiarazioni di Cosima Serrano, tabulati telefonici ed alcune frasi di Michele Misseri: “Quel giorno abbiamo parcheggiato”.

Secondo il pm, gli imputati hanno fatto di tutto per nascondere i loro contatti telefonici. In una intercettazione ambientale, la moglie di Carmine Misseri gli dice: “Ti ho salvato le chiappe, meno male che ho detto che tu eri con me”. Entrambe le mogli degli imputati avrebbero offerto falsi alibi ai mariti. Da una intercettazione fra Carmine Misseri e la moglie emerge perfino la possibilità di procurarsi un falso testimone. E’ proprio Carmine Misseri, intercettato, a dire chiaramente che Cosimo Cosma ha aiutato lo zio Michele “a buttare la bambina nella cisterna, Sarah Scazzi”.