Sarah Scazzi, il legale di Cosma: “Non sa nulla del delitto”

Pubblicato il 24 Febbraio 2011 16:22 | Ultimo aggiornamento: 24 Febbraio 2011 16:58

TARANTO – ”Il mio cliente ha risposto sia alle domande del giudice sia a quelle dei pubblici ministeri. Si è dichiarato innocente, non ha scaricato la responsabilità su nessuno, non conosce responsabilità di altri nè in ordine alla soppressione del cadavere nè in ordine ad altri fatti di reato”. Lo ha dichiarato l’avv. Raffaele Missere, difensore di Cosimo Cosma, all’uscita dal carcere a conclusione dell’ interrogatorio di garanzia del nipote di Michele Misseri, accusato di aver soppresso il cadavere di Sarah Scazzi insieme con Michele e Carmine Misseri.

”Sono state fatte domande a Cosma – ha aggiunto – anche inerenti a eventuali notizie circa la commissione dell’omicidio e ha detto che non ne sa nulla”. Il legale ha spiegato che ‘Mimino’ – come viene chiamato in famiglia Cosimo Cosma – ha confermato le dichiarazioni rese nel suo secondo interrogatorio durante il quale aveva precisato quelle fatte nel primo interrogatorio sulla base del quale i pubblici ministeri avevano ravvisato incongruenze e chiesto la custodia cautelare in carcere.

Su domanda del giudice – ha detto ancora il legale – Cosma ha precisato a chi appartenessero alcuni numeri di telefono che risultavano dai tabulati telefonici. Quanto alle intercettazioni ambientali, il legale ha sottolineato di non credere che Carmine Misseri possa aver pronunciato esattamente la frase ‘Cosma Cosimo ha aiutato zio Michele a buttare la bambina nel pozzo…Sarah Scazzi’, riportata nell’ordinanza.

”Il gip infatti – ha sottolineato l’avvocato – non ha valorizzato questo aspetto del carico indiziario perchè lo ha ritenuto non riportabile in termini di logica allo stesso autore”. Per il legale non ci sarebbero contraddizioni tra le dichiarazioni di Cosma e la moglie e, quanto alle telefonate, ha aggiunto che la donna ”usa chiamarlo spesso quando lo vede sparire perchè credo che abbia dei dubbi sulla fedelta”’.

L’immobile in campagna in cui vive la coppia – ha detto infine – ha spazi coperti, come gli ovili, ”che non consentono, se una persona è in casa di capire se l’altra è presente nelle vicinanze”.