Sarah Scazzi: dall’abuso sul cadavere alla lettera che scagiona Sabrina, tutte le versioni di zio Michele

Pubblicato il 19 Maggio 2011 19:17 | Ultimo aggiornamento: 19 Maggio 2011 19:18

AVETRANA – Ecco, in sintesi, le diverse versioni fornite da Michele Misseri agli inquirenti sull’omicidio della nipote Sarah Scazzi, compiuto il 26 agosto 2010 ad Avetrana.

6 OTTOBRE 2010, MISSERI UNO – Michele Misseri si imbatte in Sarah che, alla ricerca della cugina Sabrina, si reca nel garage dello zio, dove lui sta sistemando il trattore. L’uomo tenta un approccio sessuale con la nipote, che respinge le avances. Michele l’aggredisce alle spalle e con una corda la strangola. Nasconde il cadavere, poi lo colloca nel bagagliaio della sua auto, si dirige nelle campagne di Avetrana, denuda la salma e si lascia andare a un rapporto sessuale completo. Depone di nuovo il cadavere in auto e, infine, lo getta in un pozzo. L’uomo, nel racconto, non chiama mai in causa la figlia Sabrina.

7 OTTOBRE 2010, MISSERI DUE – Michele, alle 13.00 circa, sentito dal medico legale incaricato dalla procura degli esami autoptici, Luigi Strada, riferisce – per la prima e unica volta – di essere stato toccato ai fianchi dalla piccola Sarah, per poi strozzarla una volta che immediatamente dopo la ragazzina si era girata. Questa versione non tornerà mai più nelle dichiarazioni dell’indagato.

15 OTTOBRE 2010, MISSERI TRE – Sarah arriva in casa Misseri e la cugina Sabrina la trascina nel garage con la forza. Sabrina e il padre hanno concordato di darle una lezione per intimorirla ed evitare che la ragazza diffonda in paese la notizia delle attenzioni sessuali riservatele dallo zio, delle quali ha saputo anche Sabrina. Mentre Sabrina tiene per le braccia la cugina, Michele Misseri avvolge una corda intorno al collo di Sarah e la strangola. Sabrina, quando vede la cugina accasciarsi, impaurita molla la presa e si allontana. Il contadino nasconde poi il cadavere gettandolo nel pozzo. Alcuni giorni dopo, attraverso il suo legale, Michele Misseri fa sapere di voler ritrattare la precedente confessione nella parte relativa agli atti sessuali sul cadavere.

4 NOVEMBRE 2010, MISSERI QUATTRO – Sabrina e Sarah si incontrano per andare al mare e litigano, forse per gelosia nei riguardi di un amico comune, Ivano Russo. Sabrina trascina nel garage Sarah: la discussione degenera e lei strangola la cugina con una cintura trovata in garage. Sabrina sale a casa ed informa il padre Michele, che stava dormendo. L’uomo rassicura la figlia, che si allontana con l’amica Mariangela. Michele Misseri carica il cadavere di Sarah in auto, va nelle campagne di Avetrana in contrada Mosca, abusa sessualmente del cadavere e lo getta nel pozzo calandolo con una corda.

19 NOVEMBRE 2010, MISSERI CINQUE – Michele Misseri, nel corso dell’incidente probatorio, conferma sostanzialmente l’ultima versione, ma ritratta le presunte avances alla nipote e l’abuso sessuale del cadavere.

VIGILIA DI NATALE 2010, MISSERI SEI – Michele Misseri scrive due lettere alle figlie Sabrina e Valentina, scagionando di fatto la secondogenita e scusandosi per averla accusata ingiustamente, ma non spiega perché in precedenza l’ha accusata di aver ucciso Sarah.

23 MARZO 2011, MISSERI SETTE – In una lettera inviata al suo avvocato e datata 9 febbraio 2011, ma della quale si è avuta notizia solo il 22 marzo, Michele Misseri si autoaccusa del delitto scagionando la figlia Sabrina. Dice di aver strangolato Sarah con una corda nel garage di casa (dove la quindicenne era scesa perché lo aveva sentito urlare) durante un raptus scaturito dal fatto che non riusciva a far partire il suo trattore. Sarah, cadendo a terra, avrebbe urtato la testa ad un compressore. I carabinieri ne sequestrano due nel garage di casa Misseri.