Sarah Scazzi, zio Michele inguaia la figlia Sabrina? Interrogatorio fiume, l’avvocato: “Rivelazioni clamorose”

Pubblicato il 5 Novembre 2010 22:00 | Ultimo aggiornamento: 5 Novembre 2010 23:39
michele misseri

Michele Misseri

Novità clamorose sarebbero emerse dall’interrogatorio di Michele Misseri: secondo alcune indiscrezioni pubblicate dal Nuovo Quotidiano di Puglia, l’uomo avrebbe “affossato” ulteriormente la figlia Sabrina, limitando il proprio ruolo nella vicenda alla fase dell’occultamento del cadavere.

Misseri, autoaccusatosi per l’omicidio della nipote Sarah Scazzi, è stato sentito per oltre 5 ore nel carcere di Taranto dagli investigatori che stanno indagando sull’omicidio della quindicenne di Avetrana. Nonostante le smentite di facciata, il sito del quotidiano pugliese riferisce che zio Michele “avrebbe confermato le accuse nei confronti della figlia Sabrina, aggiungendo altri particolari che pregiudicherebbero ulteriormente la posizione della ragazza”.

Non si sa per ora se Misseri abbia tirato in ballo altre persone, ma pare che non sia così. Avrebbe d’altro canto detto di non aver stuprato il corpo della piccola Sarah già morta, cosa che invece aveva confessato nei primi interrogatori. Resta da chiarire se sia stato confermato che il delitto è stato commesso nel garage di casa Misseri.

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La violenza sul corpo di Sarah negli esami compiuti dal medico legale incaricato dalla procura, Luigi Strada, non era stata accertata a causa delle condizioni del corpo rimasto in acqua per oltre 40 giorni. Lo stesso Strada aveva prelevato tracce di materiali organici per tentare di accertare l’eventuale violenza sessuale attraverso esami più complessi, sottolineando tuttavia in dichiarazioni pubbliche che probabilmente neppure questi esami avrebbero potuto accertare la violenza proprio per la precarieta’ delle condizioni del cadavere. Gli esami sono ora in corso da parte dei carabinieri dei Ris, ma secondo primi risultati resi noti nei giorni scorsi – sempre da indiscrezioni – la violenza non verrebbe accertata.

Daniele Galoppa, l’avvocato che difende Misseri, si è mantenuto abbottonato, limitandosi a dire che ci si può aspettare rivelazioni clamorose dall’interrogatorio. In collegamento telefonico con “Quarto grado”, il legale ha aggiunto di non poter dire altro, ”perché così siamo rimasti d’accordo con gli inquirenti”. ”Saprete tutto la prossima settimana”, ha aggiunto il difensore, spiegando poi che Michele Misseri ”sta benissimo” e ”intende andare fino in fondo”.

E’ stato lo stesso Misseri a chiedere di essere sentito nel primo pomeriggio: e di cose da dire ne aveva visto che il suo interrogatorio, a tarda sera, era ancora in corso. La nuova svolta nell’inchiesta sul delitto della quindicenne di Avetrana è arrivata dopo che Misseri aveva parlato per un paio d’ore con il suo legale d’ufficio, Daniele Galoppa, e con la consulente di quest’ultimo, la criminologa Roberta Bruzzone.

All’improvviso, tra le 15 e le 15.30, nel carcere di Taranto sono arrivati ufficiali dei carabinieri, il procuratore aggiunto, Pietro Argentino, e il sostituto procuratore Mariano Buccoliero, titolari dell’inchiesta, e la squadra di polizia giudiziaria. Un paio d’ore dopo ha varcato l’ingresso della casa circondariale anche il procuratore della Repubblica di Taranto, Franco Sebastio, accompagnato dal comandante provinciale di Taranto dei carabinieri, col.Giovanni Di Blasio.

Nulla è trapelato in tutte queste ore sul contenuto delle dichiarazioni spontanee che Misseri ha voluto fornire agli inquirenti ed è per questo che si può solo ipotizzarlo basandosi su alcuni elementi emersi nelle scorse settimane. Da diversi giorni, ad esempio, il difensore di Misseri aveva riferito pubblicamente che il suo assistito intendeva ritrattare la seconda parte della confessione fatta nella notte tra il 6 e il 7 ottobre, quando contribuì anche al ritrovamento del cadavere di Sarah. E’ la parte riguardante il presunto stupro del cadavere, del quale pure il contadino si era accusato dinanzi agli investigatori.

Più di recente la figlia maggiore di Michele Misseri, Valentina, dopo averlo incontrato in carcere, aveva annunciato novità, facendo intendere che il padre avrebbe parlato nuovamente agli inquirenti forse per scagionare l’altra figlia Sabrina. E’ quanto sta accadendo in queste ore nel carcere di Taranto, oppure Misseri sta tirando in ballo altre persone alleggerendo la propria posizione processuale?

L’ennesimo interrogatorio-fiume di Misseri cade, peraltro, a tre giorni dall’udienza dinanzi al tribunale del Riesame di Taranto nella quale verrà discusso il ricorso presentato dai legali di Sabrina, gli avvocati Vito Russo e Emilia Velletri, per far annullare l’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del tribunale di Taranto Martino Rosati nei confronti della giovane, detenuta nello stesso carcere con le accuse di sequestro di persona e concorso in omicidio.

Oggi gli stessi difensori di Sabrina hanno depositato il loro parere negativo all’incidente probatorio per l’esame di Michele Misseri chiesto dalla Procura al gip Rosati. Per Russo e Velletri, non ci sarebbe pericolo che a distanza di mesi Michele Misseri possa dimenticare elementi importanti della vicenda e della chiamata in correità della figlia Sabrina, e l’incidente probatorio sarebbe “inopportuno” con le indagini ancora in corso.

Sempre oggi, all’ora di pranzo, in carcere si erano visti, separatamente, anche lo stesso Russo e le sorelle Cosima ed Emma Serrano; tutti hanno fatto visita a Sabrina. Poi, nel pomeriggio, l’arrivo in carcere degli inquirenti che allarga sul caso-Scazzi l’alone di mistero.