Sarah Scazzi: zio Michele tra qualche giorno esce dal carcere. Dove va? Forse in convento

Pubblicato il 22 Novembre 2010 14:07 | Ultimo aggiornamento: 22 Novembre 2010 14:07

Michele Misseri

Michele Misseri potrebbe presto lasciare il carcere, questione di giorni: da orco, assassino e molestatore di Sarah Scazzi, è diventato in un mese semplice coprotagonista dell’omicidio di Avetrana. “Ho solo occultato il cadavere” ha detto ai giudici nell’incidente probatorio della scorsa settimana.

E ora i  giudici potrebbero credere alla sua versione: la sola assassina sarebbe la figlia Sabrina. In questo modo cadrebbero i motivi per tenerlo in carcere. Per un reato più lieve basterebbero gli arresti domiciliari.

Già, ma dove andrà zio Michele fuori dal carcere? A casa? Improbabile che Misseri torni nel luogo dove Sarah è stata uccisa, dove soprattutto vive sua moglie Cosima, che forse qualcosa aveva intuito quel 26 agosto, che comunque non sarebbe imputabile solo per questo. Che soprattutto ha detto esplicitamente che suo marito Michele non vuole più vederlo, e così dice anche sua figlia Valentina. Sabrina, secondo le ultime cronache, avrebbe sempre avuto una notevole influenza sul padre, tanto che lui temeva la sua aggressività. Sabrina è in cella, certo, ma la madre e la sorella no.

Se poi è vero, come è stato detto, che Michele in casa fosse succube delle sue tre donne, ecco spiegato perché le mura domestiche non siano  nell’orizzonte di Misseri.

Michele a quanto pare potrebbe finire in convento, così aveva anticipato un suo consulente, Giancarlo Umani Ronchi. ”Se dovessero dargli gli arresti domiciliari – ha spiegato Umani Ronchi – non potrebbe tornare nella sua casa e credo che gli avvocati abbiano pensato ad un convento visto che l’unico desiderio di Misseri è fare il contadino”.

L’ipotesi di una scarcerazione di Misseri potrebbe diventare realtà in breve. Il suo avvocato Daniele Galoppa si starebbe già attivando: a breve depositerà nella cancelleria del Tribunale di Taranto la richiesta di scarcerazione per il suo assistito per sostituirla con la misura degli arresti domiciliari.