Sarah Scazzi: Mariangela, testimone chiave, ricostruisce i momenti dopo l’omicidio

Pubblicato il 4 Novembre 2010 20:38 | Ultimo aggiornamento: 4 Novembre 2010 21:34

Più di due ore di ricognizione per ricostruire dettagliatamente tragitti, tempi di percorrenza, telefonate, messaggi che si sono succeduti tra le 14.40 e le 16, minuto più minuto meno, di quel 26 agosto in cui Sarah Scazzi scomparve nel nulla, per poi scoprire 42 giorni dopo che proprio in quel piccolo arco di tempo era stata uccisa.

La ricognizione è stata compiuta ad Avetrana, il teatro della tragedia. Protagonista Mariangela Spagnoletti, l’ormai ex amica di Sabrina Misseri, che a soli 20 anni si ritrova a rivestire il ruolo di testimone-chiave in un’inchiesta giudiziaria delicatissima anche per la sua continua attrazione mediatica.

Nella tarda mattinata, a bordo di un’auto ‘civetta’ dei carabinieri insieme ad uno dei magistrati titolari dell’inchiesta, Mariano Buccoliero, e ad ufficiali di polizia giudiziaria, Mariangela ha ripercorso quei momenti, da quando arrivò sotto casa di Sabrina (secondo la ricostruzione della Procura, Sarah era appena stata uccisa) sino al momento in cui le due amiche si divisero per cercare autonomamente la quindicenne.

La ricognizione è stata fatta per tappe, poiché in quell’arco di tempo Mariangela e Sabrina fecero la spola in auto tra casa Misseri e casa Scazzi, recandosi anche, su indicazione di Sabrina, dalla zia della quindicenne, Emma, per accertare se la ragazzina si trovasse lì.

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La ricostruzione fatta da Mariangela anche oggi avrebbe trovato piena rispondenza con quanto accertato dagli investigatori, verificandola attraverso i tabulati telefonici acquisiti nel corso delle indagini. Per tutta la durata della ricognizione Mariangela è stata assistita dal legale di famiglia, Enzo Tarantino, chiamato a supportare anche psicologicamente la ragazza, che starebbe vivendo un momento non facile, tanto da indurla a rinunciare a qualsiasi apparizione dinanzi a telecamere o microfoni.

In contemporanea alla ricognizione, gli inquirenti hanno nuovamente interrogato nella caserma dei carabinieri di Avetrana alcune persone residenti in via Deledda, vicine di casa dei Misseri. Era già accaduto la settimana scorsa negli uffici della squadra di polizia giudiziaria al palazzo di giustizia di Taranto. L’obiettivo sarebbe stato di accertare se, nelle fasi cruciali che hanno preceduto e seguito quelle in cui Sarah è stata uccisa, qualcuno abbia notato particolari importanti riguardanti Michele Misseri, lo zio reo confesso del delitto. Gli inquirenti starebbero cioè cercando di non tralasciare alcun indizio possibile per completare il puzzle dell’inchiesta.

La ricognizione odierna con uno dei testimoni più importanti potrebbe essere servita anche in funzione dell’appuntamento del 9 novembre, giorno in cui dinanzi al tribunale del Riesame di Taranto si discuterà il ricorso dei legali di Sabrina Misseri, finalizzato a far tornare in libertà la cugina di Sarah.

Nella prossima settimana potrebbero essere fissate le date di due incidenti probatori (quello per una perizia psichiatrica su Michele Misseri, chiesta dal suo legale, e l’altro per esaminare lo stesso reo confesso, come richiesto dalla Procura), mentre è imminente il deposito della perizia del medico legale Luigi Strada sui risultati dell’autopsia sul corpo di Sarah e potrebbero arrivare i primi risultati definitivi delle analisi dei carabinieri del Ris di Roma.

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