Sardegna. Divieto di mangiare e bere sulla spiaggia di S’Archittu. Troppi rifiuti

di Redazione Blitz
Pubblicato il 25 luglio 2018 8:45 | Ultimo aggiornamento: 25 luglio 2018 8:45
Sardegna. Divieto di mangiare e bere sulla spiaggia di S'Archittu. Troppi rifiuti

Sardegna. Divieto di mangiare e bere sulla spiaggia di S’Archittu. Troppi rifiuti

ROMA – Non si mangia davanti al mare. Perché mangiare significa sporcare. E spazzatura il sindaco di Cuglieri (Oristano) non ne vuole più vedere. [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play] Ora c’è l’ordinanza che vieta il consumo di cibo e bevande nell’arenile dell’arco di S’Archittu, uno dei tesori della costa occidentale della Sardegna.

Un provvedimento che non rimarrà custodito nel cassetto o nel file del computer: sono pronti ad entrare in azione i vigili stagionali con le autorizzazioni per i controlli anche in borghese. Non è il primo sindaco sardo che protegge con provvedimenti “forti” il patrimonio del proprio territorio.

E non sarà l’ultimo. Giovanni Panichi, primo cittadino di Cuglieri, comune in collina che “governa” le perle balneari di Torre del Pozzo, Santa Caterina di Pittinurri e, appunto, S’Archittu, è stufo, ma deciso. “Questa ordinanza non è un punto di arrivo, è un punto di partenza: prenderemo anche altri provvedimenti”, afferma all’ANSA.

Non c’è la classica goccia che ha fatto traboccare il vaso. Ma Panichi evidentemente ha perso la pazienza quando sulla rete ha visto, davanti al mare, la solita montagna di rifiuti. Una questione di decoro e di immagine. “La situazione era diventata insostenibile, come testimoniano i cumuli di spazzatura che venivano fotografati e postati sui social. Abbiamo provato in tutti i modi a difendere questo tesoro. Abbiamo fatto di tutto. Ma adesso basta: li beccheremo”. Un’ordinanza in nome della difesa dell’ambiente. “L’ordinanza in realtà esisteva già dal 1993 – racconta il sindaco – era regionale e prevedeva una serie di prescrizioni. Io ho rafforzato la parte che, in un nome della tutela del monumento naturale e dell’area circostante, vieta che si depositino i rifiuti”.

Previste multe salatissime, sino a 500 euro. Ma se il bambino chiede alla mamma i cracker o la merendina? “Purtroppo – ragiona Panichi – non avevamo altra scelta. È l’extrema ratio, ma le multe partono da 25 euro, ci sono situazioni e situazioni”. Sindaci in difesa delle spiagge, dunque. Nell’isola è già successo a La Pelosa con il divieto di usare asciugamani (si devono utilizzare le stuoie) per non portare via nemmeno un granello di sabbia. O con l’arenile a numero chiuso nella costa di Baunei.