Sarah Scazzi. Zia Cosima dove stava il giorno dell’omicidio? C’è un “buco” nell’alibi

Pubblicato il 26 Novembre 2010 0:40 | Ultimo aggiornamento: 26 Novembre 2010 0:40

Nell’alibi di Cosima Serrano, madre di Sabrina Misseri, c’è un “buco” di due ore circa, approssimativamente tra le 10 e le 12 del 26 agosto, giorno dell’uccisione di Sarah Scazzi: è quanto avrebbero accertato gli inquirenti che stanno cercando di ricostruire se e cosa possa essere accaduto in quell’arco di tempo in casa Misseri e in particolare tra Sabrina e Sarah, convinti che mamma Cosima sia a conoscenza di qualcosa che fino ad oggi non ha rivelato e che sarebbe importante ai fini del movente del delitto.

Per la Procura, le stesse dichiarazioni rese dalla madre di Sabrina in più circostanze non sarebbero veritiere. Cosima ha sempre detto agli inquirenti che la mattina del 26 agosto si alzò molto presto per andare a lavorare in campagna, tornando all’ora di pranzo e mettendosi a riposare dopo un pasto frugale. Ad avvalorare le sue dichiarazioni ci sarebbero le testimonianze di altri braccianti, più quella del mediatore che accompagna con un pullmino i lavoratori, il quale, attraverso il libro delle presenze, ha confermato che la donna era al lavoro. Ma altre testimonianze fanno ipotizzare esattamente il contrario.

Il marito di Cosima, Michele Misseri, ha riferito che la donna era ancora a casa quella mattina intorno alle 8.30, e non quindi in campagna. Verso le 9 la donna non era più in casa e, secondo un’altra testimonianza, non c’era in strada neppure la sua auto, una Opel Astra. Dove si sarebbe recata dunque la donna? Sabrina era in casa insieme a Sarah ma potrebbe essere uscita verso le 10 con la cugina perchè poco prima una cliente del laboratorio estetico di Sabrina, tornata nell’abitazione dopo aver fatto un trattamento, ha visto Sabrina cambiata di abito come se fosse pronta per uscire.

Inoltre Cosima risulta aver eseguito un versamento alla Banca di Credito cooperativo di Avetrana alle 12.18, orario incompatibile con l’eventuale sua giornata lavorativa in campagna. Cosa sia accaduto in quelle due ore circa resta ancora un mistero. Sarah, secondo le attuali risultanze dell’inchiesta, sarebbe stata uccisa tra le 14.28 circa e 14.35 del 26 agosto. Trattandosi di un delitto di impeto, com’è stato definito sia dal giudice che ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di Sabrina, sia dai giudici del tribunale del Riesame che hanno rigettato il ricorso della difesa dell’indagata, gli inquirenti vogliono accertare se quella mattina ci sia stato qualche episodio che abbia potuto far esplodere l’ira di Sabrina nei confronti della cugina, fermo restando che movente del delitto sarebbe stata la gelosia per l’amico comune Ivano. L’inchiesta sul delitto di Avetrana e’ tutt’altro che in dirittura finale.