Sassari, donna dichiarata morta, parenti fissano funerali. Ma era ancora viva

di redazione Blitz
Pubblicato il 15 novembre 2018 6:00 | Ultimo aggiornamento: 14 novembre 2018 23:35
Sassari, donna dichiarata morta, parenti fissano funerali. Ma era ancora viva

Sassari, donna dichiarata morta, parenti fissano funerali. Ma era ancora viva (Foto repertorio Ansa)

SASSARI – I suoi familiari le avevano già fissato il funerale nel paesino in lutto, ma lei in realtà non era morta. E’ successo in Sardegna dove una donna di Uri, piccolo centro del Sassarese, è stata data per deceduta mentre, invece, è ancora viva nel reparto di Rianimazione dell’ospedale Santissima Trinità del capoluogo.

L’incredibile caso, che vede involontaria protagonista un’ottantenne, è riportato dai quotidiani sardi. L’anziana, colpita da un ictus, lunedì mattina è stata trovata in terra dalla figlia, priva di sensi, nel bagno della sua casa. Immediatamente soccorsa, è stata trasportata d’urgenza all’ospedale dove, secondo quanto riporta La Nuova Sardegna, ne è stata dichiarata la morte cerebrale, per cui i parenti hanno addirittura firmato per l’autorizzazione all’espianto delle cornee. Nel frattempo, in paese, si sono presi accordi col parroco per i funerali. La sorpresa il giorno dopo in ospedale dove, gli stessi parenti, hanno scoperto che la vecchina era ancora in vita, seppure in gravi condizioni.

In una nota l’ospedale Santissima Annunziata di Sassari parla di “uno spiacevole equivoco nella comunicazione tra medico e familiari sulle condizioni cliniche della paziente. Ci scusiamo con la famiglia della signora che ora si trova ricoverata in gravi condizioni nel reparto di Rianimazione”, afferma il direttore sanitario dell’Aou Nicolò Orrù, che precisa: “Per questo motivo nessuna richiesta di donazione è mai stata fatta alla famiglia. Mentre, considerate le gravissime condizioni della signora, l’ipotesi prospettata dal medico del reparto che ha comunicato con la famiglia è stata presa come un dato di fatto che, nell’interesse della paziente e dei familiari, ci auguriamo non avvenga”.

Come prevede la procedura, infatti, la richiesta di disponibilità alla donazione può essere fatta soltanto in presenza di una diagnosi di morte cerebrale, che non si è mai verificata. “Questa – spiega Paola Murgia rianimatore dell’Aou e referente per i trapianti a Sassari – avviene attraverso un percorso di accertamento che vede impegnata una commissione apposita, formata da un anestesista, un neurologo e un medico di direzione medica o medico legale. Nel caso specifico – sottolinea – al momento non sussistono i criteri clinici e strumentali per una diagnosi di questo tipo”.